Archivio mensile:settembre 2017

Amicizie Vere

Cari lettori, mi trovo, dopo tanti anni a scrivere per il nostro caro TuttoScout. Mi hanno chiesto di scrivere qualcosa sulla partenza che io ho preso il 13 maggio.
Io vorrei parlarvi, in particolare, della mia storia e di come essa mi ha portato a prendere questa decisione. Dato che siamo qui sul Tuttoscout mi pare consono cominciare dal primo (e, da che mi ricordi, l’ultimo) articolo che ho scritto. Conservo ancora l’edizione in cui è stato pubblicato (marzo 2008). Era il mio ultimo anno di lupetti e parlavo di un’uscita, fatta con gli altri CDA, per le vie di Busto. Un’avventura bella, interessante, non la prima e non l’ultima che avrei fatto all’interno dello scoutismo. Fra lupetti e reparto ne ho viste molte e ho incontrato molte persone. Qualcuno è rimasto, qualcuno è andato e non si è più sentito, ma tutti mi hanno lasciato un pezzetto di loro da portare con me lungo la strada della vita. Una strada che mi ha portato lontano dai miei natali; fino a Shanghai, nella lontana Cina. Mi ci sono trasferito dopo il mio terzo anno di reparto. Ho vissuto là per tre anni e le cose viste e vissute sono state molte, ma questa è un’altra storia. Al mio ritorno ho ritrovato, come ho raccontato alla mia partenza, gli amici che avevo qui in Italia, i quali mi hanno fatto sentire come se non fossi mai partito. Ritengo non sia un caso che queste amicizie che sono rimaste siano proprio quelle che si sono formate all’interno degli scout. Le avventure ed esperienze che si vivono all’interno dello scoutismo hanno il potere di formare delle amicizie incredibili e vere che il tempo e la distanza non riescono a scalfire. Queste amicizie mi hanno portato all’interno del clan, dove di amicizie ne sono nate altre, altrettanto belle, altrettanto vere. Insomma, lo scoutismo mi ha dato molto: molte avventure, molto divertimento, molta crescita. Come scritto nella mia lettera della Partenza, vorrei che più persone possibili possano vivere lo scoutismo e sento che per me è giunto il momento di intraprendere un ruolo da protagonista in questa magnifica associazione. Altre avventure mi aspettano e magari qualcuna ve la racconterò, senza far passare nove anni questa volta!

Luca Airaghi
Mangusta Scatenata

Campo Invernale 27-30 dicembre: Sermig- Arsenale Della Pace

Sermig-Arsenale_della_Pace-facciataDopo averne parlato per circa mezzo mese è arrivato il fatidico giorno dell’inizio del campo invernale. Ci dovevamo trovare alla stazione FS di Busto per raggiungere Torino. Il Sermig è nato nel 1964 su idea di Ernesto Olivero che custodiva, come sogno nel cassetto, l’essere utile verso i più poveri. La sede del Sermig di Torino non è l’unica infatti ce ne sono una in Giordania e l’altra in Brasile nella città di Sao Paulo. All’inizio questa organizzazione era composta da poche famiglie oltre a quella di Ernesto e poi via via negli anni è andato allargandosi. Ci ha spiegato Ernesto che ogni giorno essi accolgono qualche migliaio di famiglie che per vari motivi non riescono ad auto sostenersi. Nella seconda guerra mondiale la costruzione era usata come arsenale di armi da partigiani e negli anni ’70 aveva svolto il ruolo di base militare, quindi il suo fondatore ha pensato per dare origine al nome di partire proprio dal passato convertendolo in arsenale della pace. Ci hanno fatto fare molti servizi dal giocare a calcio con i ragazzi del quartiere ad aiutare in cucina o a fare le pulizie. Il secondo giorno nel pomeriggio siamo stati coinvolti in una grande manifestazione per le strade del quartiere che aveva come scopo la sensibilizzazione della gente sul tema della pace. La sera dell’ultimo giorno noi come tutti i gruppi presenti all’arsenale (non erano solo scout) provenienti da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna abbiamo avuto la possibilità di intervistare Ernesto Olivero e preparandoci delle domande abbiamo trascorso una bella serata insieme a lui. Ci ha spiegato che fu chiamato da molti papi tra cui papa Francesco per presentare il suo progetto. Per concludere penso che per fare del mio sogno una realtà ossia rendere il mondo un posto migliore ci sia bisogno di tante persone come Ernesto che dedicano la loro vita al servizio degli altri.
Francesco Natale

Un fine settimana in canoa

Oggi vi racconterò la mia esperienza al campetto di specialità di canoista.
Dopo un lungo viaggio in auto sono arrivata nella base scout di Colico. Ci hanno diviso in continenti, come delle squadriglie, io ero nel continente Oceania. Dopo ci hanno fatto mettere il costume, salire sulle canoe con un capo e fatto arrivare su un’altra sponda dove c’era un capo ad aspettarci. L’unico problema che abbiamo affrontato durante il tragitto è che non sapevamo girare! Quando siamo arrivati dopo aver messo le nostre cose nella tenda abbiamo inventato il nostro urlo di squadriglia. Come prima cosa dovevamo trovare un nome che c’entrasse con il nostro continente. In poche parole il nostro urlo dopo miliardi di tentativi era: “Meduse! Sempre attive noi siamo, state attenti o vi pungiamo!” dopo di che si era fatta ora di cena e quale prelibatezza poteva essere la più adatta per questo campetto? ovviamente del pesce! Che abbiamo cucinato noi sul fuoco. Dopo questa gustosa cenetta e dopo la messa abbiamo fatto un bivacco tutto cantato. La mattina seguente dopo una ricca colazione abbiamo fatto il gioco finale: la squadriglia divisa in due gruppi doveva superare delle prove. La prima metà della squadriglia doveva superare le prove in canoa e l’altra metà doveva cercare dei punti ben precisi nella base scout con l’aiuto di una cartina e poi viceversa. Il gioco durò fino all’ora di pranzo. La giornata finì con la premiazione. Noi siamo arrivate seconde per solo qualche punto dai primi. È stata un’esperienza fantastica e mi sono divertita un sacco!
Sara Carobene

Un San Giorgio pieno di avventure

sg17Il giorno 29 aprile io e la mia squadriglia verso le 16 ci siamo ritrovati presso la Stazione Nord di Busto Arsizio per andare al San Giorgio, l’evento che riunisce tutti i reparti della Zona Ticino-Olona. Abbiamo preso il treno e ci siamo diretti vero la stazione di Saronno per incontrare l’altra squadriglia con cui avremmo condiviso l’esperienza. Da Saronno abbiamo preso il treno diretto per Grandate-Breccia e, appena scesi, abbiamo unito le cartine (noi e l’altra squadriglia avevamo una metà della stessa) e abbiamo fatto l’azimut per capire dove andare: Montano Lucino.
Con l’aiuto della cartina siamo andati nel bosco dove avremmo passato la nostra avventura. Il nostro sotto campo era il G e lì abbiamo aspettato che arrivassero le altre squadriglie per iniziare a montare le tende. Dopo averle montate abbiamo finalmente mangiato, fatto un giro di nomi e dopo abbiamo fatto un po’ di siesta.
Verso le ore 10 abbiamo iniziato il bivacco: il tema del San Giorgio di quest’anno era… San Giorgio! Allora abbiamo iniziato un bivacco a tema cavalleresco: c’è stato un ballo molto bello, e prima di dormire, io e un ragazzo della mia bi squadriglia abbiamo mimato una canzone. È stato un momento molto divertente ma allo stesso tempo imbarazzante. Dopo abbiamo fatto una preghiera e siamo andati a dormire.
Il giorno dopo, appena sorto il sole, i capi hanno fatto chiamata e poi abbiamo fatto la colazione e verso le 9 sono iniziati i giochi contro gli altri sotto campi: ogni bi-squadriglia doveva sfidare le altre in sfide che avevamo preparato per l’occasione. Verso le 11:30 abbiamo iniziato la gara di cucina e io e la mia bi-sq. siamo arrivati primi a pari merito con le aquile del Legnano 1. Dopo abbiamo lavato e ripreso i giochi che sono finiti verso le 19:00. Per cena abbiamo mangiato pasta ai fagioli e insalata (molto buoni) e verso le 10 abbiamo iniziato il bivacco insieme al sotto campo vicino.
SG2017Il gioco era molto bello perché potevi scommettere e fare quiz. Il giorno dopo ci siamo alzati con la pioggia, abbiamo fatto gli zaini, smontato le tende e fatto colazione. Dopo un po’ i capi hanno fatto chiamata e hanno annunciato i vincitori del sottocampo: la mia bi-squadriglia è arrivata terza. Subito dopo ci siamo riuniti in un grande quadrato con tutti i sette sottocampi schierati davanti all’issa bandiera e hanno annunciato i vincitori del San Giorgio che hanno ricevuto la spada che ogni anno sarà riportata per segnarvi sopra la squadriglia vincitrice di ogni edizione. Quindi abbiamo fatto l’ammaina per poi tornare al sottocampo e mangiare la caponata e un riso molto buono. Sempre sotto la pioggia ci siamo diretti verso la chiesa per la messa e, infine, siamo ritornati a Busto Arsizio in reparto.

Questo San Giorgio è stato molto bello e pieno di avventure e conoscenze nuove: non vedo l’ora della prossima avventura!
Civetta Perseverante
Klaudia Prela

La resistenza

La resistenza è la cosa più speciale che puoi avere.
Le Aquile Randagie sono un grande esempio per noi: hanno resistito durante il tempo del fascismo.
Noi Tiko un giorno, senza contare oggi sotto il sole, l’abbiamo fatto: c’erano delle caramelle in mezzo al branco, nessuno ha osato prenderne una! abbiamo resistito!
Lo scout non si può raccontare, ma si deve vivere!
Elisa

Campo di Pasqua 2017 – Hunger Games

pasqua2017Io e il mio reparto il giorno 13 aprile siamo partiti dalla sede alla volta di Castelnovate, una frazione di Vizzola Ticino. Sbarcati dal pullman ci siamo incamminati con gli zaini in spalla attraverso il paese e attraversato un bel pezzo di bosco. Una volta arrivati al campo abbiamo montato le tende, l’issa, dopodiché abbiamo mangiato e, dopo un po’ di siesta, abbiamo iniziato il bivacco. Durate il bivacco i capi ci hanno svelato il tema del campo che era “Hunger Games”. I capi ci hanno divisi in distretti e ogni distretto doveva far vedere come reagiva a delle situazioni buffe. È stato un momento molto divertente e, per concludere, abbiamo cantato a lungo. Fatta la preghiera siamo andati a dormire.

Il giorno dopo, al sorgere del sole, ci siamo alzati e abbiamo fatto il riscaldamento mattutino e dopo mezz’ora abbiamo fatto l’issa bandiera e la famosa ispezione. Dopo la colazione c’è stato un gioco in cui dovevamo nascondere le nostre provviste (tonno & fagioli) e sfidare le altre squadriglie per rubarcele. È stato un gioco molto divertente. Dopo questo gioco abbiamo mangiato e quindi abbiamo fatto una “gita” al fiume e da là abbiamo iniziato la catechesi: era la via crucis ed è stato un bel momento di riflessione. Dopo cena abbiamo fatto la prima parte di giocone finale che è stato vinto dalle Coyote.

pegasopasqua2017Il penultimo giorno di campo, dopo la routine mattutina, abbiamo iniziato la seconda parte di gioco che consisteva nel colorare con delle spugne dei cartelloni nascosti nelle basi delle altre squadriglie. Il gioco è stato vinto dalla mia squadriglia (Colibrì). Dopo pranzo l’ultima parte di gioco consisteva, apparentemente, nel raccogliere e rubare materie prime agli altri distretti, ma in realtà dovevamo stare attenti e decifrare un codice che ci era stato dato da un capo della “ribellione”. Dopo questo gioco abbiamo iniziato il Consiglio della Legge che è durato solo 3 ore (un successo!) Dopo la fine del consiglio abbiamo cenato e, verso le 20.30, ci siamo incamminati verso la chiesa per assistere alla veglia pasquale. La sera stessa si sono svolte le cerimonie ed è stata consegnata la Fiamma (prima in mano a noi Colibrì) alle vincitrici di questo Campo di Pasqua: le Coyote che sono arrivate a pari merito con noi ma avevano raccolto più punti nelle attività prima del campo.
Domenica appena svegliati abbiamo fatto gli zaini, smontato le tende e fatto colazione. Durante la colazione abbiamo “premiato” il primino più bravo del reparto con una tradizione del nostro reparto (che non svelo ma che comprende un uovo di cioccolato gigante). È stato un momento molto divertente (e l’uovo era molto buono!). Subito dopo ci siamo incamminati per tornare in paese dove i nostri genitori ci sono venuti a prendere. Per concludere abbiamo fatto l’urlo di reparto. È stato un campo molto bello e pieno di avventure!
Civetta perseverante
Klaudia

Lucciola monella

Ciao a tutti
Mi chiamo India Dassie, ho iniziato la mia “avventura scout” all’età di 6 anni nella colonia “Stella Azzurra”, un gruppo di bambini piccoli, o, meglio, di castorini.
Poi sono passata nei Seeonee, ma non mi è piaciuto per niente.
Adesso sono nei Tikonderoga, che è un gruppo di ragazzi.
Al sabato giochiamo invece alla domenica andiamo in chiesa, ma a me non piace per niente. Purtroppo quest’anno non ho partecipato molto perché sono stata spesso a Roma e a Torino per le riprese di una fiction RAI in cui interpreto uno dei protagonisti.
Non vi racconto la storia perché se vorrete mi vedrete in TV il prossimo ottobre.
La mia esperienza agli scout mi è piaciuta molto ed è stata una cosa molto carina, anzi, molto importante.
Quello che mi piace di più è giocare e stare con gli amici anche se, a volte, faccio qualche marachella…
La mia lunga esperienza nei mitici tiko è quasi finita, a settembre sarò nei reparti.
Akela, Baghera, Chil, Mamma Rascia, Kaa, Bigio, mi mancherete tanto, siete stati molto importanti per me e rimarrete sempre nel mio cuore.
La vostra
“Lucciola Sorridente”

Campetto C.d.A. a Roma

Vorrei iniziare dicendo che questa esperienza scout è stata per me una delle più belle della mia vita.
Mi trovavo a Roma, una delle città più belle e storiche del mondo.
Uscita dalla stazione di Roma mi ha colpita la gran quantità di gente di tutti i paesi. Ogni giorno prendevo la metro per andare a conoscere nuovi angoli della città.
L’emozione più grande l’ho avuta ascoltando dal vivo i discorsi del Papa, nonostante parlasse molto lentamente colpiva al cuore.
Abbiamo visto ed ammirato molti monumenti. Quello che mi ha colpito di più è stata la fontana di Trevi.
Vista in fotografia mi sembrava piccolina, ma dal vivo è molto grande.
La sera del secondo giorno mi sono divertita molto perché abbiamo fatto una gara di cucina, dove ci hanno diviso in quattro gruppi ed ognuno di essi doveva preparare dei piatti.
Quando stavamo andando in stazione per ritornare a casa, ero molto triste: stava finendo la mia bella esperienza.
Gaia

Ciao, sono Alessia, una C.D.A. del branco Tikonderoga.
Poco tempo fa sono andata al campetto C.D.A. a Roma.
Ci dovevamo trovare alle 5.00 in stazione dello Stato e io ero elettrizzata all’idea di andare a Roma.
Siamo arrivati intorno alle 9.00, il viaggio è stato un po’ stancante.
Le cose che mi sono piaciute di più del campetto sono state San Pietro perché è una chiesa immensa e guardando la cupola mi sentivo piccolissima.
Sotto San Pietro ci sono le Catacombe e quando sono entrata mi sentivo strana, perché ero in mezzo a persone morte.
Mi è piaciuta tanto anche “La fontana dei quattro fiumi” perché ci sono le quattro statue fatte di marmo lucidissimo, e ai loro piedi c’è una fantastica fontana che mi suscitava gioia, allegria e felicità, ma la cosa che mi è piaciuta di più è stata stare con i miei compagni!
Alla fine del campo ci hanno dato delle spille da attaccare al fazzolettone così avremo un ricordo bellissimo del campetto!
È stato un campetto fantastico e vorrei riviverlo!

Un campetto C. d. A… emozionante

Un campetto C. d. A… emozionante 1Fermata a Stazione “EMOZIONE

Il giorno 29 Aprile alle ore 6.30, ci siamo ritrovati alla Stazione Nord di Busto Arsizio per andare a Roma. Eravamo molto emozionati e impazienti di iniziare questo meraviglioso campetto.
Quando siamo arrivati alla casa scout del Roma 60, abbiamo lasciato gli zaini contenti perché erano molto pesanti. Dopo ci siamo diretti alla Fontana di Trevi ed altri monumenti tipici di Roma. Ci sono piaciuti!
Dopo la lunga giornata piena di avventure, siamo tornati stanchi alla casa scout, ma impazienti per la giornata che ci aspettava il giorno dopo. La mattina seguente, dopo esserci svegliati, siamo andati a visitare altri monumenti e nel pomeriggio tardi siamo tornati alla casa scout. Lì i nostri capi sono andati a fare una piccola commissione lasciandoci soli. Quando sono tornati ci hanno fatto trovare una meravigliosa sorpresa… PIZZA&COCA! Dopo cena, siamo andati a dormire stanchissimi, ma molto contenti.Un campetto C. d. A… emozionante 2
L’ultimo giorno di questo magnifico campetto, come ultime tappe abbiamo visitato il Circo Massimo e il Colosseo. Quindi ci siamo avviati verso la stazione per ritornare a casa. Eravamo contenti, ma anche tristi di dover lasciare quel magnifico posto!
Martina S., Alessia, Giovanni, Martina R., Alessandro