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	<title>AGESCI Busto Arsizio 3</title>
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		<title>Il Macello Civico di Busto Arsizio: storia dimenticata, degrado e rinascita</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jun 2022 16:19:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tuttoscout]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Tuttoscout]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia industriale]]></category>
		<category><![CDATA[Busto Arsizio]]></category>
		<category><![CDATA[Ex-Macello]]></category>
		<category><![CDATA[macello civico]]></category>

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		<description><![CDATA[Introduzione Frequento l&#8217;ex-macello da oltre 15 anni ormai, tanto che mi ci sento come a casa. L&#8217;articolo che segue nasce dalla scoperta che, a dare valore a quelle mura di mattoni, non c&#8217;è solo l&#8217;affetto di quanti, come me, le hanno abitate nelle loro giornate di gioco o di servizio al prossimo, ma una storia. &#8230; <a href="https://www.bustotre.org/blog/2022/06/19/il-macello-civico-di-busto-arsizio-storia-dimenticata-degrado-e-rinascita/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Il Macello Civico di Busto Arsizio: storia dimenticata, degrado e rinascita</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><strong>Introduzione </strong></p>
<p style="text-align: justify">Frequento l&#8217;ex-macello da oltre 15 anni ormai, tanto che mi ci sento come a casa. L&#8217;articolo che segue nasce dalla scoperta che, a dare valore a quelle mura di mattoni, non c&#8217;è solo l&#8217;affetto di quanti, come me, le hanno abitate nelle loro giornate di gioco o di servizio al prossimo, ma una storia. Si tratta della storia di una città intrecciata con quella di un territorio, che poi vuol dire migliaia di storie di persone che, come fili della tela, si uniscono in altrettante forme per dar vita all&#8217;immagine che vediamo oggi. Ho sentito la curiosità di cercare questa storia, purtroppo trascurata nel dettaglio del Macello Civico di Balbi, e il bisogno di raccontarla. Essendo appassionato di archeologia industriale ma non esperto di professione, sono sicuro che quanto segue possa essere ampiamente approfondito e ampliato. Ho preferito però iniziare nella speranza di offrire un appiglio a quanti, più competenti, vorranno proseguire.</p>
<p style="text-align: right">eg</p>
<p style="text-align: justify"><b>La Busto industriale e il suo tessuto</b></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400">Il Macello Civico di Busto Arsizio, o “</span><i><span style="font-weight: 400">ex-macello</span></i><span style="font-weight: 400">” come viene chiamato ormai, occupa quasi interamente l’isolato tra Viale Marco Polo (che corre parallelo alla tratta Cadorna-Malpensa delle FNM, a sud), Via Magenta (a est), Via Guglielmo Pepe (il cui n°3 ne è il civico, a Nord) e Via Tito Speri ad ovest. Questo spicchio di tessuto urbano è rimasto a lungo dimenticato, o quantomeno considerato malvolentieri più per i fastidi conseguenti al suo abbandono o non-gestione, dopo aver servito la cittadinanza bustocca per ben più di mezzo secolo. Anzi, si può dire che il </span><i><span style="font-weight: 400">Pubblico Macello</span></i><span style="font-weight: 400"> sia cresciuto con essa a partire dal finire dell’800, periodo nel quale la popolazione passò da poco più di 17.000 abitanti ad oltre 24.000 nel giro di un ventennio [<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Busto_Arsizio#cite_note-50">1</a>]</span><span style="font-weight: 400">, al plateau raggiunto negli anni ‘70 poco al di sotto degli 80.000. Osservando la microstoria di questo complesso di edifici non serve fare grandi salti di astrazione per legarla con la macrostoria di quella che già da allora fu una delle città più industrializzate dell’Altomilanese. Questa fu la città di Enrico dell’Acqua [2]</span><span style="font-weight: 400">, “Il Pioniere” dell’esportazione cotoniera italiana (e, in un certo senso, precursore del “</span><i><span style="font-weight: 400">Made in Italy”</span></i><span style="font-weight: 400">) e di Cristoforo Benigno Crespi [<a href="https://www.cavalieridellavoro.it/cavaliere/Crespi_Benigno%20Cristoforo/43/%20">3</a>]</span><span style="font-weight: 400">, il fondatore del villaggio industriale (oggi patrimonio UNESCO) di Crespi d’Adda</span><span style="font-weight: 400"> [<a href="https://www.crespidadda.it/%20">4</a>]. Non a caso oggi questo comune è una tappa significativa per chi si interessa di archeologia industriale, lambito dalla Valle Olona a est (ricca di storia industriale e medievale che da Milano porta a Varese) e dal complesso del Canale Villoresi [<a href="//www.etvilloresi.it/">5</a>]</span><span style="font-weight: 400"> a ovest e sud (che dalla “cattedrale” della diga del Panperduto [<a href="http://www.panperduto.it/%20">6</a>]</span><span style="font-weight: 400"> costeggia la Malpensa per poi tagliare la pianura fino all’Adda). Nello specifico, i punti di maggior interesse sono sicuramente l’ex-Cotonificio Bustese Carlo Ottolini, con il suo nucleo neogotico oggi trasformato nel </span><i><span style="font-weight: 400">Museo del tessile e della tradizione industriale di Busto Arsizio </span></i><span style="font-weight: 400">[<a href="https://www.comune.bustoarsizio.va.it/index.php/aree-tematiche/cultura/museo-del-tessile">7</a>]</span><span style="font-weight: 400">, e i </span><i><span style="font-weight: 400">Molini Marzoli Massari</span></i><span style="font-weight: 400"> [<a href="https://www.distrettobustoarsizio.com/products/molini-marzoli-massari/%20">8</a>]</span><span style="font-weight: 400"> molto ben conservati e che oggi ospitano diverse attività pubbliche. A questi si aggiungono le numerose ville in stile </span><i><span style="font-weight: 400">Liberty </span></i><span style="font-weight: 400">e </span><i><span style="font-weight: 400">art déco</span></i><span style="font-weight: 400"> di inizio novecento erette dai grandi nomi dell’industria meccanica e tessile che fecero di Busto la &#8220;Manchester d&#8217;Italia&#8221; [9]</span><span style="font-weight: 400">: Comerio, Crespi, Tosi…</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400">Come dicevamo, la crescita industriale di questa città con il conseguente aumento della popolazione e del suo livello di benessere, porta all’aumento dei servizi necessari per il suo sostentamento.Tra il 1875 e il 1905 si ampliò più volte l’ospedale [10]</span><span style="font-weight: 400">, nel 1887 si attivò la Stazione di Busto Arsizio Nord [11]</span><span style="font-weight: 400"> (pressoché adiacente a quella odierna e non lontana dal Macello) e nel 1905 iniziarono i lavori per la nuova imponente Stazione Centrale [12]</span><span style="font-weight: 400"> che però sarà inaugurata solo nel’24 [13]</span><span style="font-weight: 400">.<br />
</span></p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.bustotre.org/wp-content/uploads/2022/06/IMG_9496.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2658" src="http://www.bustotre.org/wp-content/uploads/2022/06/IMG_9496.jpg" alt="macello civico innevato" width="900" height="600" /></a></p>
<p style="text-align: justify"><b>Un nodo nella tela</b></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400">Il 28 aprile 1895 Francesco Crispi firmava per contrassegno il decreto di Re Umberto I che, “vista la delibera del Consiglio Comunale di Busto Arsizio (Milano) in data 2 luglio 1894” autorizzava il Comune stesso “ad acquistare un terreno dal Beneficio Parrocchiale locale per costruirvi il pubblico macello” [14].</span><span style="font-weight: 400"> Ad occuparsi del progetto fu l’architetto Camillo Crespi Balbi [<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Camillo_Crespi_Balbi%20">15</a>]</span><span style="font-weight: 400">, marnatese laureato al Politecnico di Milano, sparse le sue opere sia civili che private in tutto l’Altomilanese: dalle ville Ottolini-Tosi e Ottolini-Tovaglieri a villa Comerio, le scuole Manzoni e le Carducci, il cimitero di Olgiate Olona e il Pubblico Macello di Legnano, nonché il già citato Cotonificio Bustese e il Calzaturificio Borri. Si distinse nello stile liberty, nell’utilizzo del ferro battuto [16]</span><span style="font-weight: 400"> e nei riferimenti rinascimentali e medievali. Come controparte dell’Ufficio Tecnico comunale vi fù Silvio Pellico Gambini [17]</span><span style="font-weight: 400">, perito e progettista che partecipò alla stagione del </span><i><span style="font-weight: 400">Liberty bustese</span></i><span style="font-weight: 400"> secondo le esperienze della Secessione Viennese che ci ha lasciato lo stabile Colombo [18]</span><span style="font-weight: 400">, villa Leone [19]</span><span style="font-weight: 400"> e i già citati Molini Marzoli. Di queste opere esistono vari riferimenti in letteratura, mentre l’ex-macello viene spesso ignorato, raramente menzionato e in forse un paio di casi descritto con più di qualche riga. Purtroppo sono anche poche le fotografie che ne testimoniano il passato.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400">Il progetto del Pubblico Macello, firmato da Crespi il 19 novembre 1894, conteneva i disegni di quattro edifici:  un macello suino, un macello bovino, un edificio di servizi (che conteneva la caldaia a vapore, pompa e serbatoio) e una villetta, con antistante pesa, per il veterinario e il custode. I lavori terminarono due anni dopo, per la precisione lo stesso Crespi chiuse il bilancio il 9 febbraio 1896 per un totale di 50.644,75 lire [20]</span><span style="font-weight: 400">. La villetta a due piani con scantinato è forse la parte meglio conservata di questo nucleo originale, anche se appare modificata nell’aspetto rispetto a questi disegni. La parete posteriore (ad est) fa da muro di cinta per tutto il complesso dal lato di Via Magenta, mentre quella a nord da sul marciapiede di Via Pepe. L’edificio, una volta esaurita la sua funzione a seguito della chiusura del Macello negli anni ‘70, fu comando dei Vigili Urbani [21]</span><span style="font-weight: 400"> e sede Asl, archivio semi-abbandonato e, dal 2004 [<a href="https://www.varesenews.it/2012/09/agesp-contro-gli-scout-sede-occupata-senza-alcun-titolo/80783/">22</a>]</span><span style="font-weight: 400">, sede di alcune colonie AIC [<a href="https://www.castorini.it/AIC3/%20">23</a>]</span><span style="font-weight: 400">. Fu poi definitivamente abbandonato nel 2014 a causa della dichiarazione di inagibilità e, dal 20 novembre 2018, quando se ne dibatteva per la demolizione tramite l’Aler in modo da allargare la carreggiata [24]</span><span style="font-weight: 400">, è sottoposta a vincolo dei beni culturali [<a href="http://vincoliinrete.beniculturali.it/VincoliInRete/vir/vincolo/listavincoliperbene3105119%20">25</a>]</span><span style="font-weight: 400">. Al momento è recintato e inaccessibile, benché la rete metallica che corre lungo il marciapiede di Via Magenta lasci forti dubbi sulla effettiva messa in sicurezza di uno stabile definito pericolante. Purtroppo, come verrà dettagliato più avanti, ad oggi proprio questo edificio è l’unico escluso dai progetti di rigenerazione urbana che interesseranno questo lembo di città ad ennesima riprova che il vincolo delle Belle Arti non è garanzia di tutela in quanto sembra più opportuno per le amministrazioni pubbliche lasciare che tali manufatti si demoliscano da sé tramite la caparbia azione del tempo. Ma se sul recente passato le diatribe tra giunta ed enti del territorio, nonché la reperibilità delle notizie on-line, ci aiutano a fare luce sul susseguirsi dei fatti, ricostruire l’evoluzione del complesso del Macello richiede un’indagine storica più accurata che ho potuto svolgere solo in parte. Spero comunque, con questo mio breve scritto, di poter dare almeno delle coordinate a chi intendesse approfondire la ricerca. Oltre alla visita agli Archivi Storici del Comune di Busto Arsizio (nei quali ci sono ancora numerosi fascicoli da indagare [26]</span><span style="font-weight: 400">) è risultato prezioso il lavoro svolto da Carlo Magni della Delegazione FAI del Seprio [<a href="https://fondoambiente.it/luoghi/rete-fai/delegazione-fai-del-seprio%20">27</a>]</span><span style="font-weight: 400"> in occasione delle Giornate FAI di Primavera del 15 e 16 maggio 2021 [<a href="https://www.sempionenews.it/cultura/eventi-culturali/giornate-fai-di-primavera-il-bello-nascosto-dellarcheologia-industriale/%20">28</a>]</span><span style="font-weight: 400">, prima occasione in cui il complesso è stato aperto al pubblico per delle visite organizzate. La sua ricostruzione permette di definire la destinazione dei vari edifici che vediamo oggi a seguito dei vari ampliamenti succedutisi negli anni, delle parziali demolizioni, dell’abbandono e del recupero avvenuto nell’ultimo ventennio. La descrizione che segue si basa sull’intervista rilasciata a Magni dal sig. Gianfranco Piran, proprietario di una notissima macelleria bustocca che, in gioventù, accompagnando il padre, ebbe continue occasioni di frequentare il Macello Civico quando era ancora in piena attività.</span></p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.bustotre.org/wp-content/uploads/2022/06/IMG_9503.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2657" src="http://www.bustotre.org/wp-content/uploads/2022/06/IMG_9503.jpg" alt="Casa custode macello civico" width="900" height="600" /></a></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400">Sull&#8217;ingresso ritinteggiato di bianco in via Guglielmo Pepe 3 campeggia ancora la scritta “MACELLO CIVICO” sopra ai due cancelli in ferro battuto. Entrando da quello di destra si passa sopra la copertura metallica della pesa. Sulla destra si ha la palazzina degli Uffici al piano terra e l’abitazione del custode al primo piano che fu in seguito un ufficio postale [29]</span><span style="font-weight: 400"> per poi ospitare nel recente passato un club di motociclisti [<a href="https://www.ss33sempione.com/%20">30</a>]</span><span style="font-weight: 400"> e un’associazione di sommozzatori. Sul retro di questo edificio, ad oggi dichiarato inagibile a causa della cedevolezza del primo piano, c’è una tettoia dove si accedeva ai locali per la vidimazione da parte del veterinario della carne che qui arrivava già macellata altrove per poi essere messa in vendita. Su questo, come su altri edifici, è ancora ben visibile la colorazione ocra con elementi in mattone a vista quali gli archi delle finestre e le tre fasce orizzontali su ogni piano. Di fronte a questa palazzina si sviluppa l’ala della macelleria bovina che oggi ospita alcuni archivi della Procura della Repubblica. Sulle due facciate strette di questo plesso sono visibili le alte porte in metallo con ruote, la guida sulla quale scorrevano e il moncone di rotaia alla quale si appendevano le carcasse. A fianco alla macelleria bovina, a sud, correva parallela quella suina che fu però chiusa negli anni ‘50 quando si affermarono macellerie private che erano maggiormente in grado di soddisfare il mercato. La ciminiera che svettava da questo blocco è stata demolita nei primi anni 2000 [<a href="http://www.bustotre.org/blog/2020/03/06/una-sede-maggiorenne/">31</a>]</span><span style="font-weight: 400">. Il corridoio tra le due macellerie rappresenta forse lo scorcio meglio conservato in cui si può apprezzare l’intenzione dell’arch. Crespi Balbi di mantenere in tutti gli edifici un tono ‘elegante’ tramite gioco del rosso del mattone e il bianco degli intonaci o le modanature alle finestre ad arco ribassato in tutti gli edifici: caratteristica peculiare dell’eclettismo. Dal lato opposto di questo corridoio aperto, sul lato est del capannone centrale che si vede dai cancelli d’ingresso, si vede ancora la grande porta dalla quale, tramite i binari oggi rimossi, gli animali macellati erano trasportati nelle celle frigorifere. Queste oggi sono in parte in uso al Tribunale e in parte ad un gruppo scout AGESCI [<a href="http://www.bustotre.org/%20">32</a>]</span><span style="font-weight: 400">, mentre è interamente affidata agli scout l’ala del macello suino nel quale sono ancora presenti le rotaie di trasporto delle carni e le colonne originali (seppur gli spazi interni siano stati modificati). A fianco delle celle frigorifere c’era una vera e propria fabbrica del ghiaccio con corrispettiva vendita, dato che allora non esistevano i frigoriferi famigliari ma solo delle piccole “</span><i><span style="font-weight: 400">giascioeure</span></i><span style="font-weight: 400">” di legno rivestito internamente di alluminio per mantenere il freddo.; la produzione di ghiaccio serviva anche per le esigenze dell&#8217;ospedale. Tornando all’ingresso, dall’altra parte rispetto alla palazzina degli uffici, si trovano degli altri edifici bassi che comprendevano anche i ‘negozi’ per la carne di bassa macelleria, diciamo una seconda scelta a prezzi più popolari (la tettoia subito a lato del cancello è stata chiusa con delle pareti sempre nei primi anni 2000). Questo settore è oggi la parte operativa della sede scout in cui vengono svolte attività educative e di volontariato con bambini dai 5 anni in su fino agli adulti. Di fronte ai negozi, sul lato est del grande capannone, si trovavano le celle frigorifere sussidiarie: i macellai che non avevano presso il loro negozio una cella frigorifera capiente potevano affittare queste celle e ritirare la carne quando ne avessero necessità.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400">Esiste una foto storica [33][34]</span><span style="font-weight: 400"> dei primi anni ‘30 che ritrae il Macello Civico dopo gli ampliamenti avvenuti negli anni immediatamente precedenti. Ne riporto la descrizione sempre secondo Magni: il Macello si trova ancora in un’area assolutamente periferica, tanto che non vi è ancora tracciata l’attuale Via Guglielmo Pepe. L&#8217;edificio d’angolo, oggi non più esistente, era la “tripperia” dove venivano lavorati gli stomaci dei bovini per ottenere vesciche (per avvolgere i salami) o altre budella che, opportunamente lavate, entravano nella preparazione del salame. All’angolo opposto un edificio equivalente era la stalla per gli animali dei carri da trasporto. Esistono anche alcune foto degli interni [35]</span><span style="font-weight: 400"> e della macchina frigorifera [36]</span><span style="font-weight: 400">, nonché uno schizzo a carboncino dell’esterno [37]</span><span style="font-weight: 400">.</span></p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.bustotre.org/wp-content/uploads/2022/06/Macello-1934.jpg"><img class="aligncenter wp-image-2656 size-full" src="http://www.bustotre.org/wp-content/uploads/2022/06/Macello-1934.jpg" alt="Macello 1934" width="900" height="675" /></a></p>
<p style="text-align: justify"><b>Uno strappo da ricucire</b></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400">Come già descritto, questo nodo nevralgico nel sostentamento della popolazione bustocca, a seguito del progressivo abbandono, è diventato uno strappo nel tessuto urbano in una zona di confine tra il centro e il quartiere di Sacconago a sud della ferrovia. Ancora oggi quest’area testimonia una commistione di industrie e cortili molto florida, ma oggi degradata. Tanti sono gli immobili cadenti (fin’anche puntellati) a ridosso delle strade e l’ex-macello non era da meno con il muro di cinta in parte crollato, gli interni sventrati dimora di degrado e calcinacci e le alte erbacce nel piazzale. Quanto operato in questi anni dal Gruppo Scout AGESCI Busto Arsizio 3 che ebbe in uso questi spazi quando ancora il mondo dell’associazionismo e del volontariato non era ben regolamentato come oggi ebbe da affrontare sfide considerevoli, per un gruppo di volontari appunto, nel rendere fruibile e sicuro il Macello per l’attività educativa durante tutto l’anno (soprattutto nei freddi e umidi mesi dell’inverno padano). Pur considerando, come desumibile dai già citati articoli di cronaca, che la situazione dell’ex-macello si stata già </span><i><span style="font-weight: 400">casus belli</span></i><span style="font-weight: 400"> di diatribe politiche (finora sempre riassorbite dalla politica stessa), il fatto che le diverse amministrazioni succedutesi negli anni abbiano continuato a supportare (o sopportare, direbbero le malelingue) tale opera di recupero e restituzione civica sembra dichiararne il merito complessivo; pur riconoscendo che, a causa delle proprie limitate risorse, il mondo del volontariato non è di per sé chiamato al restauro dei beni pubblici e punta quindi a concentrarsi sul minimo indispensabile per garantire lo svolgimento delle proprie attività in condizioni di confortevole igiene e sicurezza. Sia questo un appello alle istituzioni per mantenere viva l’attenzione e la cura sui beni (soprattutto se carichi di valore storico) affidati a terzi. Da ultimo non sembra essere un caso che, alla “riabilitazione” del Macello Civico quale luogo di aggregazione giovanile tenuto vivo e vissuto nei week-end e, spesso, nelle sere in settimana, si sia mossa parallela ad inizio 2000 una rivalutazione di tutta l’area tra San Michele e le Ferrovie Nord con la sistemazione del Parco Comerio e i condomini antistanti da via Pellico a via Magenta. </span></p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.bustotre.org/wp-content/uploads/2022/06/2004-04-17-IMG_5931.jpg"><img class="aligncenter wp-image-2659 size-full" src="http://www.bustotre.org/wp-content/uploads/2022/06/2004-04-17-IMG_5931.jpg" alt="2004-04-17 lavori messa sicurezza" width="900" height="675" /></a></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400">Si arriva così alla storia recentissima con un progetto di rigenerazione urbana da 20 milioni di euro [<a href="https://www.sempionenews.it/territorio/ambiente/b-re-a-t-h-e-generations-il-progetto-da-20-milioni-del-comune-per-valorizzare-piazza-mercato-e-non-solo/?cn-reloaded=1%20">38</a>]</span><span style="font-weight: 400"> (più eventuali altri 15 [<a href="https://www.malpensa24.it/ex-macello-civico-ed-ex-oratorio-di-sacconago-busto-a-caccia-di-altri-10-milioni/%20">39</a>]</span><span style="font-weight: 400">) che intende coinvolgere tutta l’area tra la Stazione Nord e l’ex-macello che si troverebbe ad ospitare un ITS [<a href="https://sistemaits.it/%20">40</a>]</span><span style="font-weight: 400"> e un centro culturale, oltre ai già citati scout. L’archeo-turismo industriale verrebbe anche favorito dalla nuova ciclabile Cadorna-Malpensa che, correndo parallela al tracciato delle Ferrovie Nord, passerebbe proprio dall’altro lato di Viale Marco Polo rispetto all’opera di Crespi e Gambini. C’è quindi da ben sperare che, dopo anni di anonimato interrotti da brevi lampi di cronaca, questa testimonianza del lavoro dell’uomo e del suo ingegno possa ricevere l’attenzione che merita.</span></p>
<p style="text-align: justify"><b>Cosa resta della trama</b></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400">Per chi volesse approfondire la conoscenza del </span><i><span style="font-weight: 400">Pubblico Macello</span></i><span style="font-weight: 400"> e della Busto Arisizio architettonica e industriale, oltre alle opere già citate, si segnalano</span><span style="font-weight: 400">:</span></p>
<ul>
<li><span style="font-weight: 400">Arnaldo Agnelli</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400">LE CENTO CITTÀ D’ITALIA</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400">GALLARATE, BUSTO ARSIZIO, LEGNANO</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400">Anno XXXI – supplemento al n°11141 – 31 dicembre 1896</span></p>
<ul>
<li><span style="font-weight: 400">Lino Taglioretti</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400">GUIDA TAGLIORETTI PER IL CIRCONDARIO DI GALLARATE – Anno I° 1905-06</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400">Ed. Guida Taglioretti – Gallarate – 1905</span></p>
<ul>
<li><span style="font-weight: 400">GUIDA DI BUSTO ARSIZIO</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400">Pianezza Editore &#8211; Busto Arsizio – 1921</span></p>
<ul>
<li><span style="font-weight: 400">Bruno Grampa</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400">PAGINE DI STORIA E DI VITA BUSTESE</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400">Libraio Pianezza – 1927</span></p>
<ul>
<li><span style="font-weight: 400">A cura di Stefano Ferrario</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400">BUSTO ARSIZIO</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400">Bramante Editrice – 1964</span></p>
<ul>
<li><span style="font-weight: 400">Rogora Rodolfo, Ferrario Stefano, Belotti Luigi, Caldiroli Luigi</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400">SOMMARIO DI STORIA BUSTESE DALLE ORIGINI AI TEMPI NOSTRI (2^ edizione ampliata)</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400">Varesina Grafica – 1980</span></p>
<ul>
<li><span style="font-weight: 400">AA.VV.</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400">SILVIO GAMBINI LA CARRIERA DI UN ARCHITETTO TRA LIBERTY E RAZIONALISMO</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400">Busto Arsizio – 1992</span></p>
<ul>
<li><span style="font-weight: 400">AA.VV.</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400">Busto in Liberty. La città e il suo patrimonio architettonico all&#8217;alba del Novecento. Uno sguardo scientifico ed estetico</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400">Libraccio Editore &#8211; 2019</span></p>
<ul>
<li><span style="font-weight: 400">Franco Bertolli, Paolo Bossi, Decio Grassi, Augusto Spada</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400">BUSTO ARSIZIO ARCHITETTURE PUBBLICHE</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400">Città di Busto Arsizio &#8211; 1997    </span></p>
<ul>
<li><span style="font-weight: 400">Augusto Spada</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400">CONOSCERE LA CITTA’ DI BUSTO ARSIZIO</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400">seconda edizione</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-weight: 400">Città di Busto Arsizio – 2004-2010-2015    </span></p>
<ul>
<li><span style="font-weight: 400">Alberto Brambilla – Lorena Amadori</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400">BUSTO ARSIZIO CITTA’ &#8211; 14 decenni di storia &#8211; nel 140° anniversario dell&#8217;elevazione a Città 1864-2004</span></p>
<p><span style="font-weight: 400">Arti Grafiche Colombo &#8211; Busto Arsizio – 2005</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right">Enrico Gussoni</p>
<p style="text-align: justify">Note a pié di pagina:</p>
<ol>
<li><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Busto_Arsizio#cite_note-50"><span style="font-weight: 400">Statistiche ISTAT</span></a></li>
<li><span style="font-weight: 400">Luca Colombo, </span><i><span style="font-weight: 400">L&#8217;impero del cotone. Storia di Enrico dell&#8217;Acqua, industriale bustese che conquistò l&#8217;America</span></i><span style="font-weight: 400">, Busto Arsizio, Pianezza editore, 1999.</span></li>
<li><span style="font-weight: 400"> </span><a href="https://www.cavalieridellavoro.it/cavaliere/Crespi_Benigno%20Cristoforo/43/"><span style="font-weight: 400">https://www.cavalieridellavoro.it/cavaliere/Crespi_Benigno%20Cristoforo/43/</span></a></li>
<li><a href="https://www.crespidadda.it/"><span style="font-weight: 400">https://www.crespidadda.it/</span></a></li>
<li><a href="https://www.etvilloresi.it/"><span style="font-weight: 400">https://www.etvilloresi.it/</span></a></li>
<li><a href="http://www.panperduto.it/"><span style="font-weight: 400">http://www.panperduto.it/</span></a></li>
<li><a href="https://www.comune.bustoarsizio.va.it/index.php/aree-tematiche/cultura/museo-del-tessile"><span style="font-weight: 400">https://www.comune.bustoarsizio.va.it/index.php/aree-tematiche/cultura/museo-del-tessile</span></a></li>
<li><a href="https://www.distrettobustoarsizio.com/products/molini-marzoli-massari/"><span style="font-weight: 400">https://www.distrettobustoarsizio.com/products/molini-marzoli-massari/</span></a></li>
<li><span style="font-weight: 400">Alberto Garavaglia, </span><i><span style="font-weight: 400">Museo del Tessile e della Tradizione Industriale di Busto Arsizio</span></i><span style="font-weight: 400">, Busto Arsizio, Freeman Editrice, 1997</span></li>
<li><span style="font-weight: 400">Giorgio Giorgi, </span><i><span style="font-weight: 400">L&#8217;ospedale di Busto Arsizio</span></i><span style="font-weight: 400">, 2005</span></li>
<li><span style="font-weight: 400"><span style="font-weight: 400">http://www.trenidicarta.it/aperture.html</span> </span></li>
<li><span style="font-weight: 400">Sergio Zaninelli. </span><i><span style="font-weight: 400">Le ferrovie in Lombardia</span></i></li>
<li><span style="font-weight: 400">In </span><a href="http://www3.varesenews.it/varese/articolo.php?id=247038"><i><span style="font-weight: 400">Nascita di una provincia fascista</span></i></a><span style="font-weight: 400">, su </span><i><span style="font-weight: 400">www3.varesenews.it</span></i><span style="font-weight: 400"> si riporta l’aneddodto secondo il quale Benito Mussolini la inaugurò il 25 ottobre 1924 tra il disinteresse della cittadinanza che preferì assistere alla S. Messa del Cardinal Eugenio Tosi, bustocco. La leggenda vuole che un Mussolini, inferocito, abbia deciso quel giorno di preferire Varese a Busto Arsizio come nuovo capoluogo di provincia.</span></li>
<li><span style="font-weight: 400">Una copia del decreto è conservata presso l&#8217;Archivio Storico del Comune di Busto Arsizio nella Busta 282 insieme ai disegni originali di Camillo Crespi Balbi e ad una cospicua quantità di verbali e documenti amministrativi tra i quali elementi delle procedure di appalto e rendicontazione. </span></li>
<li><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Camillo_Crespi_Balbi"><span style="font-weight: 400">https://it.wikipedia.org/wiki/Camillo_Crespi_Balbi</span></a></li>
<li><span style="font-weight: 400">Giuseppe M. Jonghi Lavarini, Claudia Molteni, </span><i><span style="font-weight: 400">Il ferro battuto. Arredo e architettura, Volume 6</span></i><span style="font-weight: 400">, Di Baio, 1996</span></li>
<li><i><span style="font-weight: 400">Silvio Gambini: la carriera di un architetto tra Liberty e Razionalismo</span></i><span style="font-weight: 400">, Busto Arsizio, Comune di Busto Arsizio, 1992</span></li>
<li><span style="font-weight: 400">Augusto Spada, </span><i><span style="font-weight: 400">Conoscere la città di Busto Arsizio</span></i><span style="font-weight: 400">, Busto Arsizio, Città di Busto Arsizio, 2010</span></li>
<li><em><i><span style="font-weight: 400">ibidem</span></i></em></li>
<li><span style="font-weight: 400">225.323,35 € di oggi secondo </span><a href="https://inflationhistory.com/"><span style="font-weight: 400">https://inflationhistory.com/</span></a></li>
<li><span style="font-weight: 400">Sede degli scout inaccessibile &#8211; Agesp ha cambiato le serrature; La Prealpina, 19 ottobre 2012</span></li>
<li><a href="https://www.varesenews.it/2012/09/agesp-contro-gli-scout-sede-occupata-senza-alcun-titolo/80783/%20"><span style="font-weight: 400">Agesp contro gli Scout: “Sede occupata senza alcun titolo”</span></a></li>
<li><a href="https://www.castorini.it/AIC3/"><span style="font-weight: 400">https://www.castorini.it/AIC3/</span></a></li>
<li><span style="font-weight: 400">Casa scout, niente ruspe &#8211; “Denuncerò l’omissione”, a firma Ma.Li., ritaglio di giornale pubblicato il 26/02/2016 sul gruppo Facebook BUSTO 3 NON SI TOCCA</span></li>
<li><a href="http://vincoliinrete.beniculturali.it/VincoliInRete/vir/vincolo/listavincoliperbene3105119%20"><span style="font-weight: 400">Identificativo 3105119</span></a></li>
<li><span style="font-weight: 400"> Oltre alla già citata Busta 282 si segnala la 282 per il periodo 1904-7 e la 295 per il periodo 1911-6.</span></li>
<li><span style="font-weight: 400"> </span><a href="https://fondoambiente.it/luoghi/rete-fai/delegazione-fai-del-seprio"><span style="font-weight: 400">https://fondoambiente.it/luoghi/rete-fai/delegazione-fai-del-seprio</span></a></li>
<li><a href="https://www.sempionenews.it/cultura/eventi-culturali/giornate-fai-di-primavera-il-bello-nascosto-dellarcheologia-industriale/"><span style="font-weight: 400">https://www.sempionenews.it/cultura/eventi-culturali/giornate-fai-di-primavera-il-bello-nascosto-dellarcheologia-industriale/</span></a></li>
<li><span style="font-weight: 400">Fino ad alcuni anni fa era ancora visibile sulla facciata esterna l’insegna con le lettere PT su sfondo giallo, </span><i><span style="font-weight: 400">NdA</span></i></li>
<li><span style="font-weight: 400"> </span><a href="https://www.ss33sempione.com/"><span style="font-weight: 400">https://www.ss33sempione.com/</span></a></li>
<li><span style="font-weight: 400"> <a href="http://www.bustotre.org/blog/2020/03/06/una-sede-maggiorenne/">Una sede maggiorenne</a>, Enrico Gussoni per Tuttoscout</span></li>
<li><a href="http://www.bustotre.org/"><span style="font-weight: 400">http://www.bustotre.org/</span></a></li>
<li><span style="font-weight: 400">Carlo Azimonti, Enrico Crespi, Pagine Bustocche, Industria d’Arti Grafiche Pellegatta – Busto Arsizio – 1938 (pag.117)</span></li>
<li><span style="font-weight: 400">Ugo Giammarchi, Le Industrie di Busto Arsizio Illustrate, Seconda edizione, Ed. Pianezza – Busto Arsizio – 1933 (pag.12)</span></li>
<li><em><i><span style="font-weight: 400">ibidem</span></i></em></li>
<li><span style="font-weight: 400"> A cura di Giuseppe Pacciarotti, Busto l’Altro Ieri, Busto Arsizio – 1994 (pag.62)</span></li>
<li><span style="font-weight: 400">A cura di Francesco Ogliari, VARESE GALLARATE BUSTO ARSIZIO cent’anni fa… e dintorni, Edizioni Selecta – 2003 (pag. 89-91)</span></li>
<li><a href="https://www.sempionenews.it/territorio/ambiente/b-re-a-t-h-e-generations-il-progetto-da-20-milioni-del-comune-per-valorizzare-piazza-mercato-e-non-solo/?cn-reloaded=1%20"><span style="font-weight: 400">B.Re.a.T.H.E. Generations: il progetto da 20 milioni del comune per valorizzare Piazza Mercato e non solo</span></a></li>
<li><a href="https://www.malpensa24.it/ex-macello-civico-ed-ex-oratorio-di-sacconago-busto-a-caccia-di-altri-10-milioni/"><span style="font-weight: 400">https://www.malpensa24.it/ex-macello-civico-ed-ex-oratorio-di-sacconago-busto-a-caccia-di-altri-10-milioni/</span></a></li>
<li><a href="https://sistemaits.it/"><span style="font-weight: 400">https://sistemaits.it/</span></a></li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p>È possibile votare l&#8217;ex-macello civico di Busto Arsizio come &#8220;luogo del cuore&#8221; all&#8217;interno dell&#8217;omonima iniziativa del FAI: <a href="https://fondoambiente.it/luoghi/ex-macello-civico-di-busto-arsizio?ldc">https://fondoambiente.it/luoghi/ex-macello-civico-di-busto-arsizio?ldc </a></p>
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		<title>L’ultimo messaggio di B.-P.</title>
		<link>https://www.bustotre.org/blog/2021/03/10/lultimo-messaggio-di-b-p/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2021 09:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tuttoscout]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[B-P Day]]></category>
		<category><![CDATA[Tuttoscout]]></category>

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		<description><![CDATA[GIORNATA DEL PENSIERO 2021 Cari Scouts, se avete visto la commedia Peter Pan vi ricorderete che il capo dei pirati ripeteva ad ogni occasione il suo ultimo discorso, per paura di non avere il tempo di farlo quando fosse giunto per lui il momento di morire davvero. Succede press’a poco lo stesso anche a me &#8230; <a href="https://www.bustotre.org/blog/2021/03/10/lultimo-messaggio-di-b-p/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">L’ultimo messaggio di B.-P.</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>GIORNATA DEL PENSIERO 2021</p>
<p><a href="http://www.bustotre.org/wp-content/uploads/2021/02/20.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-2613" src="http://www.bustotre.org/wp-content/uploads/2021/02/20-1024x779.jpg" alt="20" width="604" height="459" /></a><br />
Cari Scouts,<br />
se avete visto la commedia Peter Pan vi ricorderete che il capo dei pirati ripeteva ad ogni occasione il suo ultimo discorso, per paura di non avere il tempo di farlo quando fosse giunto per lui il momento di morire davvero. Succede press’a poco lo stesso anche a me e, per quanto non sia ancora in punto di morte, quel momento verrà, un giorno o l’altro; così desidero mandarvi un ultimo saluto, prima che ci separiamo per sempre.<br />
Ricordate che sono le ultime parole che udrete da me: meditatele.<br />
Io ho trascorso una vita molto felice e desidero che ciascuno di voi abbia una vita altrettanto felice.<br />
Credo che il Signore ci abbia messo in questo mondo meraviglioso per essere felici e godere la vita. La felicità non dipende dalle ricchezze né dal successo nella carriera, né dal cedere alle nostre voglie.<br />
Un passo verso la felicità lo farete conquistandovi salute e robustezza finché siete ragazzi, per poter essere utili e godere la vita pienamente una volta fatti uomini.<br />
Lo studio della natura vi mostrerà di quante cose belle e meravigliose Dio ha riempito il mondo per la vostra felicità. Contentatevi di quello che avete e cercate di trarne tutto il profitto che potete. Guardate al lato bello delle cose e non al lato brutto.<br />
Ma il vero modo di essere felici è quello di procurare la felicità agli altri. Cercate di lasciare questo mondo un pò migliore di quanto non l’avete trovato e, quando suonerà la vostra ora di morire, potrete morire felici nella coscienza di non aver sprecato il vostro tempo, ma di avere fatto del nostro meglio. “Siate prearati” così, a vivere felici e a morire felici. Mantenete la vostra Promessa di Scouts, anche quando non sarete più ragazzi, e Dio vi aiuti in questo.<br />
Il vostro amico</p>
<p><em>Baden-Powell</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un rassegnato ottimismo</title>
		<link>https://www.bustotre.org/blog/2021/03/06/un-rassegnato-ottimismo/</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2021 19:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tuttoscout]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[anno scout 2020/21]]></category>
		<category><![CDATA[Tuttoscout]]></category>
		<category><![CDATA[Generazione X]]></category>

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		<description><![CDATA[GENERAZIONE X Ciao a tutti cari amici ed amiche e bentornati sulla nostra rubrica di Generazione X. Non c’è due senza tre, dice un famoso detto, ed infatti eccoci qua, alla nostra terza “Grande Riapertura”, che se fossimo un grande magazzino ci avrebbero già indagato per riciclaggio ma, per fortuna, noi di queste cose ci &#8230; <a href="https://www.bustotre.org/blog/2021/03/06/un-rassegnato-ottimismo/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Un rassegnato ottimismo</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">GENERAZIONE X</p>
<p>Ciao a tutti cari amici ed amiche e bentornati sulla nostra rubrica di Generazione X.<br />
Non c’è due senza tre, dice un famoso detto, ed infatti eccoci qua, alla nostra terza “Grande Riapertura”, che se fossimo un grande magazzino ci avrebbero già indagato per riciclaggio ma, per fortuna, noi di queste cose ci occupiamo solo quando facciamo la raccolta differenziata.<br />
Parlando di raccolta differenziata, eviterò per questa volta di parlarvi delle gioie, o dei dolori del rincominciare, l’ho già fatto, due volte, e farlo una terza mi parrebbe davvero uno spreco del vostro tempo.<br />
Il tempo, ecco un argomento tanto banale quanto interessante: parliamo del tempo.<br />
Sono ormai arrivato al punto, nella mia carriera scoutistica, in cui i ragazzi che ho seguito quando erano E/G mi stanno tornando in branca, sottoforma di Rover e Scolte in servizio e, fra poco, quegli stessi ragazzi a cui ho cercato (non sono così pieno di me da pretendere di esserci riuscito) di insegnare l’amore per gli altri e la natura attraverso l’avventura, accompagneranno le mie nottate trascorse in Co. Ca a parlare delle questioni più urgenti ed importanti.<br />
Non è la prima volta che faccio un pensiero del genere, e non sarà l’ultima, ma nel corso dell’ultima attività mi ha colpito particolarmente, per un motivo ben preciso:<br />
avevamo lasciato organizzare le attività di quel fine settimana ai capi squadriglia, un metodo relativamente desueto nel Busto 3 che è in realtà alla base della metodologia scout del reparto. Ma non siamo qui per parlare di metodo, siamo qui per dire che, ad un certo punto, uno dei miei R/S, un tempo repartista, fa ad uno dei miei attuali repartisti una (scherzosa) lamentela in merito alle regole di un gioco, uguale a quelle (meno scherzose) che una volta lanciava nella mia direzione.<br />
Un dejavù, un piccolo viaggio nel tempo che è servito a farmi riflettere: un giorno tendiamo l’orecchio ed eccoci in un’altra realtà dove quello che ho cercato di insegnare si è ormai sedimentato, assieme a mille altri insegnamenti di mille altri insegnanti, in una persona che è cambiata profondamente rimanendo però sempre uguale a sé stessa.<br />
Da allora (che in realtà è meno di una settimana) vivo le mie giornate, complice sicuramente l’attuale situazione di… tutto, in uno stato di febbricitante rilassatezza.<br />
Perché in fondo, per quanto importante sia, anche da un punto di vista simbolico il nostro B.-P. Day, parlare di ripartenza è ahimè prematuro (mi dispiace, ci ho provato con tutto me stesso ma ecco qui che sto parlando di nuovo della terza ripartenza) perché, anche volendo essere ottimisti, non sappiamo cosa ci aspetti nel futuro, o quando un incidente apparentemente insignificante ci farà ripiombare alla mente l’epoca dei lockdown e dei DPCM e ci farà pensare “wow, ma quanto tempo è passato!”. Per ora, possiamo solo sperare che questo periodo d’apertura possa essere più lungo degli altri.<br />
Nel mentre, possiamo fare di necessità virtù, imparando ad apprezzare il nostro nuovo stile di progettazione “alla giornata”, consapevoli se non altro che così vivremo ogni attività come se fosse l’ultima perché, almeno per qualche tempo, potrebbe esserlo davvero.<br />
Nonostante questo atteggiamento, una cosa che deve diventare sia necessità sia virtù, è l’imparare dagli errori che abbiamo commesso durante e subito dopo il primo lockdown. È vero che non sappiamo cosa ci aspetti per il futuro, ma ci rimane il passato e con esso tutte le norme sul distanziamento e sulla sanificazione che abbiamo accuratamente memorizzato. La stagione calda si avvicina e, con essa, la possibilità di quantomeno pensare ai campi estivi.</p>
<p><strong>Tricheco Birbante</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>La nostra traccia</title>
		<link>https://www.bustotre.org/blog/2021/03/06/la-nostra-traccia/</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2021 09:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tuttoscout]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[anno scout 2020/21]]></category>
		<category><![CDATA[Tuttoscout]]></category>
		<category><![CDATA[Hanno lasciato una traccia]]></category>

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		<description><![CDATA[HANNO LASCIATO UNA TRACCIA Cos’hanno in comune Nelson Mandela e Mu’ammar Gheddafi? O Joe Biden e Hillary Clinton? Carlo Verdone e Jim Morrison? Matteo Renzi e Matteo Salvini? Renzo Piano e i fratelli Ducati? Non lo so, ma so che sono stati tutti scout. In questa rubrica, da molti numeri ormai, abbiamo raccontato di scout &#8230; <a href="https://www.bustotre.org/blog/2021/03/06/la-nostra-traccia/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">La nostra traccia</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>HANNO LASCIATO UNA TRACCIA</p>
<p style="text-align: justify"><em>Cos’hanno in comune Nelson Mandela e Mu’ammar Gheddafi? O Joe Biden e Hillary Clinton? Carlo Verdone e Jim Morrison? Matteo Renzi e Matteo Salvini? Renzo Piano e i fratelli Ducati?</em><br />
<em>Non lo so, ma so che sono stati tutti scout.</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>In questa rubrica, da molti numeri ormai, abbiamo raccontato di scout diventati famosi, importanti o beati in giro per il mondo. Qualcuno è semplicemente passato attraverso questa esperienza, altri lo sono stati per tutta la vita (ma sì sa che “semel scout, semper scout”). Per quanto si possa continuare l’elenco con molti non menzionati in queste pagine, l’impresa resterebbe assai incompleta. Infatti, la grandezza dello scoutismo, il motivo per cui le due maggiori organizzazioni scout mondiali (WOSM e WAGGGS) sono state candidate al Premio Nobel per la Pace, non sta nell’aver educato alcuni grandi personaggi della storia, ma nell’averlo fatto per decine di milioni di ragazze e ragazzi in tutto il mondo.</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>Nella mia esperienza (ma penso che sia capitato anche a voi) ho conosciuto, sui giornali o nel quotidiano, scout indegni di vantare l’uniforme, così come persone mai state scout a cui sarebbe stato giusto conferire “l’Appartenenza Onoraria”. Ma il disegno complessivo, la grande foto di famiglia dallo Spazio, mostra un’umanità impregnata di uomini e donne della Partenza, di fratellini e sorelline ora cresciute che vivono la loro vita al meglio portando gioia nelle proprie case e alle persone che incontrano.</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>I grandi nomi servono, certo, a darci dei riferimenti nel bene (anche se poi ci sono quelli meno buoni). Ci è di orgoglio il poter dire di aver avuto tra i frutti del nostro movimento certe personalità, o di averne avuto l’appoggio. Però dobbiamo riconsiderare l’importanza dell’avere anche oggi milioni di fratelli e sorelle ad ogni latitudine. Fratelli e sorelle nel cuore, perché nel cuore portiamo la stessa promessa. Ed ecco che prende forma la mappa di un mondo percorso, germogliato di sentieri percorsi da persone che hanno camminato verso il successo con esiti più o meno proficui. Ma anche laddove non si conta un successo, rimane l’eredità di quelle promesse che anche oggi, in questa Giornata del Pensiero dedicata alla Pace, vogliamo rinnovare.</em></p>
<p style="text-align: justify"><em>Anche oggi, come domani e come ieri, lasceremo la nostra traccia.</em></p>
<p><strong>Gus</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Più resistenti del Covid</title>
		<link>https://www.bustotre.org/blog/2021/03/03/piu-resistenti-del-covid/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2021 19:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Tuttoscout]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[anno scout 2020/21]]></category>
		<category><![CDATA[Tuttoscout]]></category>
		<category><![CDATA[reparto Phoenix]]></category>

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		<description><![CDATA[REPARTO PHOENIX BP Day 2020… sono passati “solo” 12 mesi: quel giorno eravamo un po’ pochi, ma abbiamo comunque pulito Busto. C’era già qualcuno che disertava l’attività per paura di un virus che arrivava dalla Cina. Già ma la Cina è così lontana da qui: monti, deserti, oceani ci separano. Noi cosa c’entriamo? Poi, i &#8230; <a href="https://www.bustotre.org/blog/2021/03/03/piu-resistenti-del-covid/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Più resistenti del Covid</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">REPARTO PHOENIX</p>
<p>BP Day 2020… sono passati “solo” 12 mesi: quel giorno eravamo un po’ pochi, ma abbiamo comunque pulito Busto. C’era già qualcuno che disertava l’attività per paura di un virus che arrivava dalla Cina. Già ma la Cina è così lontana da qui: monti, deserti, oceani ci separano. Noi cosa c’entriamo? Poi, i capi con lo sguardo furtivo, le battute su un virus che non conoscevamo (ma che avremmo imparato a conoscere), una Messa da celebrare in fretta… troppo in fretta, in anticipo sul tempo. La chiusura dell’attività che sembrava quasi definitiva, ma ancora non capivo. Non avrei potuto. Avremmo passato i mesi successivi chiusi in casa, fissi davanti a uno schermo, imparando parole nuove che piano piano sono entrate nella nostra quotidianità. Niente campo di Pasqua e nemmeno quello estivo (e la fiamma sempre lì a stagionare!), niente costruzioni, nessuna uscita di squadriglia e nemmeno il tanto agognato nome totem… ma ci siamo inventati un modo nuovo di stare insieme. Arriva il primo caldo e… si ricomincia! Prima con moltissima cautela, poi ci si scioglie ma la paura è sempre lì in agguato. Di sicuro non è come prima, ma sempre meglio di niente. Finalmente rivedo i capi (purtroppo qualcuno per il saluto definitivo), i miei amici, le ragazze della mia nuova squadriglia… e anche il primo pernotto dopo tantissimo! Il virus però è insidioso, sempre in agguato ed è pronto a un nuovo sgambetto, ma noi non ci arrendiamo. I capi hanno trovato modi nuovi per farci stare insieme, per farci apprezzare la bellezza del fare, la gioia della fatica dopo tanto troppo tempo in cui eravamo una cosa sola con la sedia! È bellissimo trovarci ancora ogni fine settimana per giocare, correre, aiutarci. Il campo di Natale è saltato ma le promesse sono state comunque… da brivido! Eravamo a Madonna in Campagna con una temperatura glaciale! Le due nuove ragazze delle gazzelle sono state fantastiche! Ogni volta che ci vediamo (certo, con mascherina, distanziamento, gel, certificazioni…) è un regalo che i capi ci fanno e che non dobbiamo dare per scontato. Febbraio 2021: quest’anno il BP Day mi mette un po’ i brividi… cosa verrà dopo?</p>
<p><strong>Elettra Pinciroli</strong> <em>(Sq. Gazzelle)</em></p>
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		<title>Tendiamo le nostre mani</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2021 19:58:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[BRANCO ALBERO DEL DHAK C’erano una volta Rosa e Tempesta. Tempesta, ovunque andava faceva dispetti, portava caos e faceva litigare le persone. Rosa, invece, in qualunque luogo scatenava la sua ira funesta contro tutte le persone che non facevano quello che voleva lei. Tempesta e Rosa erano compagne di banco. Entrambe desideravano un’amica. Non andavano &#8230; <a href="https://www.bustotre.org/blog/2021/02/28/tendiamo-le-nostre-mani/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Tendiamo le nostre mani</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">BRANCO ALBERO DEL DHAK</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.bustotre.org/wp-content/uploads/2021/02/09.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2601" src="http://www.bustotre.org/wp-content/uploads/2021/02/09.jpg" alt="09" width="247" height="209" /></a></p>
<p style="text-align: justify">C’erano una volta Rosa e Tempesta.<br />
Tempesta, ovunque andava faceva dispetti, portava caos e faceva litigare le persone.<br />
Rosa, invece, in qualunque luogo scatenava la sua ira funesta contro tutte le persone che non facevano quello che voleva lei.<br />
Tempesta e Rosa erano compagne di banco. Entrambe desideravano un’amica. Non andavano d’accordo, anzi, ogni occasione era buona per litigare…</p>
<p style="text-align: justify">Un giorno Tempesta insultò Rosa. Rosa non la prese bene, si infuriò con tutta la rabbia che aveva dentro e disse che non avrebbe voluto vederla mai più in vita sua! Allora Rosa voltò le spalle e se ne andò arrabbiata. Da quel giorno qualcosa cambiò, Rosa non solo non urlava più ma aveva anche smesso di parlare. Era offesa e chiusa in sé stessa.<br />
Tempesta cominciò a riflettere sull’accaduto. Pregava in cuor suo, senza essere vista da nessuno, che il litigio potesse risolversi anche se non sapeva come fare.<br />
Cominciarono a riflettere sul perché avevano litigato, ognuna per conto suo.<br />
Il mattino seguente Tempesta aveva in serbo una parola magica, trovò il coraggio di chiedere scusa a Rosa. Rosa si rende conto solo in quel momento che aprire il proprio cuore rende felici perché permette di conoscersi, capirsi e di darsi una mano.</p>
<p><strong>Pietro ed Anita Spoletini</strong></p>
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		<title>La dinastia dei virus</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2021 19:55:42 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[B-P Day]]></category>
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		<description><![CDATA[BRANCO ALBERO DEL DHAK C’era una volta il coronavirus: antipatico a tutti e che per non farsi vedere, grazie a una strega, diventò invisibile. Un giorno il coronavirus volle fare un dispetto agli umani e agli animali e infettò prima di tutto un pipistrello che andò in diverse città. In tre mesi il coronavirus infettò &#8230; <a href="https://www.bustotre.org/blog/2021/02/28/la-dinastia-dei-virus/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">La dinastia dei virus</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">BRANCO ALBERO DEL DHAK</p>
<p style="text-align: justify">C’era una volta il coronavirus: antipatico a tutti e che per non farsi vedere, grazie a una strega, diventò invisibile.<br />
Un giorno il coronavirus volle fare un dispetto agli umani e agli animali e infettò prima di tutto un pipistrello che andò in diverse città. In tre mesi il coronavirus infettò praticamente tutto il mondo.<br />
Gli scienziati un giorno, dopo cinque mesi, trovarono il vaccino contro il coronavirus e, quando tutti gli umani presero il vaccino, il coronavirus fu per sempre distrutto.<br />
La cosa brutta che fece il coronavirus prima di morire fu quella di avere un figlio: il virus senza nome (non gli aveva ancora dato il nome prima di morire). Questo virus, per vendicare il padre distrutto, fu più forte di lui e in due mesi infettò nuovamente tutto il mondo.<br />
Gli scienziati erano sfiniti: era stato già difficile trovare il vaccino del coronavirus e adesso dovevano trovarne un altro per il virus senza nome che era anche più forte di suo papà?!</p>
<p style="text-align: justify">Gli scienziati furono obbligati a trovare il vaccino per il bene dell’umanità e, dopo un anno faticoso, anche il virus senza nome fu distrutto.<br />
La cosa brutta che aveva fatto il virus senza nome, prima di morire, era quella di aver fatto due gemelli-virus: Virusà e Virusè (una femmina e un maschio).<br />
Questa volta però gli scienziati obbligarono le altre persone ad aiutarli nella ricerca del vaccino perché loro da soli non ce l’avrebbero mai fatta.<br />
Grazie all’aiuto delle persone di tutto il mondo trovarono il vaccino in un mese, e distrussero tutti e due i virus. Questa volta, i virus non avevano fatto figli perché erano troppo piccoli per farlo, e vissero per sempre tutti felici e contenti.</p>
<p><strong>Alessandro Gravina</strong><br />
<em>(2° Classificato al concorso letterario </em><em>CREATIVA-MENTE 2020 – 1 ottobre 2020)</em></p>
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		<title>La ricchezza nella diversità</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2021 19:52:07 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[anno scout 2020/21]]></category>
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		<category><![CDATA[branco Albero del Dhak]]></category>

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		<description><![CDATA[ALBERO DEL DHAK A volte la pace non esiste nel cuore degli uomini e se ci pensiamo questa cosa porta tanta tristezza nel cuore. Succede che molte persone e tanti bambini escludono dagli amici gli altri perché sono nati a marzo e non a maggio… perché uno ha la pelle marrone e l’altro rosa… Quindi &#8230; <a href="https://www.bustotre.org/blog/2021/02/28/la-ricchezza-nella-diversita/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">La ricchezza nella diversità</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>ALBERO DEL DHAK</p>
<p style="text-align: justify">A volte la pace non esiste nel cuore degli uomini e se ci pensiamo questa cosa porta tanta tristezza nel cuore.</p>
<p style="text-align: justify">Succede che molte persone e tanti bambini escludono dagli amici gli altri perché sono nati a marzo e non a maggio… perché uno ha la pelle marrone e l’altro rosa…</p>
<p style="text-align: justify">Quindi noi dobbiamo giocare e parlare con le persone escluse e dobbiamo cercare di risolvere il loro problema!<br />
E dobbiamo fare capire alle persone che escludono “che essere tutti diversi è una ricchezza!’’</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Sonia</strong></p>
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		<title>Finalmente attività in presenza!</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2021 19:50:36 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[branco Lupi della brughiera]]></category>

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		<description><![CDATA[BRANCO LUPI DELLA BRUGHIERA Ciao a tutti, io sono Giovanni Genoni del Branco dei Lupi Della Brughiera. Dopo tutto questo tempo chiusi in casa a fare attività tramite Zoom, a causa del COVID, a gennaio siamo riusciti a fare attività in presenza. È come se il mio compleanno avesse portato fortuna, dato che io compio &#8230; <a href="https://www.bustotre.org/blog/2021/02/28/finalmente-attivita-in-presenza/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Finalmente attività in presenza!</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">BRANCO LUPI DELLA BRUGHIERA</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.bustotre.org/wp-content/uploads/2021/02/05.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2585" src="http://www.bustotre.org/wp-content/uploads/2021/02/05-225x300.jpg" alt="05" width="225" height="300" /></a>Ciao a tutti, io sono Giovanni Genoni del Branco dei Lupi Della Brughiera.<br />
Dopo tutto questo tempo chiusi in casa a fare attività tramite Zoom, a causa del COVID, a gennaio siamo riusciti a fare attività in presenza. È come se il mio compleanno avesse portato fortuna, dato che io compio gli anni in questo mese.</p>
<p style="text-align: justify">Il 10 gennaio ci siamo ritrovati alla chiesa di Santa Croce a Busto Arsizio, e lì abbiamo iniziato la nostra attività partecipando alla S. Messa.<br />
Poi ci siamo spostati al Parco Alto Milanese. Lì abbiamo svolto il resto dell’attività.<br />
Mentre stavamo facendo la siesta dopo mangiato, è entrato un fuori programma: stavamo giocando a “mago ghiaccio” quando un cane sguinzagliato è entrato nel nostro “campo” ed ha cominciato a girare intorno a noi.<br />
Poi abbiamo giocato a “castellone”, seguendo le regole del D.P.C.M.: per “bloccare” gli altri si dovevano segnare gli avversari con un pennarello. Alla fine eravamo tutti colorati sulle gambe.<br />
Dopo ci siamo spostati in un boschetto. Abbiamo costruito una capanna per sestiglia con quello che la natura ci offriva; la nostra capanna era un po’ bassa, ma ci si stava bene all’interno.<br />
Infine siamo ritornati a Santa Croce, dove lì abbiamo concluso la nostra bellissima attività.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Giovanni Genoni</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La mia promessa</title>
		<link>https://www.bustotre.org/blog/2021/02/28/la-mia-promessa-2/</link>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2021 19:50:34 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[branco Lupi della brughiera]]></category>

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		<description><![CDATA[BRANCO LUPI DELLA BRUGHIERA La prima volta che sono stata con quello che oggi è diventato il mio branco ero davvero emozionata: era tutto così nuovo! Dopo poco, mi sono sentita più a mio agio ed è cominciato il mio percorso. Quando mi è stato consegnato il primo fazzolettone mi sono sentita accolta e sono &#8230; <a href="https://www.bustotre.org/blog/2021/02/28/la-mia-promessa-2/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">La mia promessa</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">BRANCO LUPI DELLA BRUGHIERA</p>
<p>La prima volta che sono stata con quello che oggi è diventato il mio branco ero davvero emozionata: era tutto così nuovo! Dopo poco, mi sono sentita più a mio agio ed è cominciato il mio percorso. Quando mi è stato consegnato il primo fazzolettone mi sono sentita accolta e sono stata davvero felice.<br />
Il giorno in cui i nostri capi ci hanno detto che potevamo chiedere di fare la promessa, ho deciso di impararla quanto prima e quando ho chiesto di poterla recitare di fronte al branco, ho capito che ero pronta a fare ciò che era necessario per diventare un lupetto a tutti gli effetti.<br />
Dopo qualche mese di attesa, dovuto anche al Corona Virus, quel giorno è arrivato. Ora mi sento una vera lupetta, ansiosa di continuare il proprio percorso negli Scout.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Noemi Rebecca Manca</strong></p>
]]></content:encoded>
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