Amore VS Amore

Qualunque riferimento a fatti, persone o avvenimenti realmente avvenuti è puramente casuale.
Mi sono divertito un mondo a spiegare il tema di questo Tuttoscout ai ragazzi del mio reparto che scrivono su questo giornalino perché, non appena ho pronunciato loro la parola “Discernimento” hanno strabuzzato gli occhi, alzato le sopracciglia e tirato le guance così tanto da far sembrare che i denti tentassero di fuggire dalla bocca.
Insomma, erano caduti nel panico più totale, per fortuna sopito da una traduzione in italiano del termine e la rassicurazione che, come sempre, potevano gestire il tema come meglio sentivano nelle loro produzioni.
Probabilmente anche io, anni addietro, devo aver reagito così quando ho sentito la parola per la prima volta o forse, con quella gioia spesso scambiata per vilipendio che mi suscitano le cose di chiesa, mi sono messo a ridere. Perché la prima volta che ho incontrato questa parola è stata in compagnia di un’altra parolaccia, per fortuna più comprensibile: “vocazionale”.
Il “discernimento vocazionale”, per quello che ho potuto capire, è l’atto del comprendere se il mettersi o meno al servizio del Signore è la propria strada; se la chiamata che senti è davvero quella di Dio o soltanto un seccante centralinista. Per capire bene questa differenza, esistono anche dei veri e propri seminari, che siete liberi di immaginare come i nostri campi estivi, ai quali partecipano moltissime persone.
Un mio amico è stata una di queste persone.
Alcuni penseranno di aver già intuito in che direzione vuole andare l’articolo ma, mi spiace deludervi, questa non sarà un’agiografia. Il mio amico infatti alla fine ha deciso di rimanere un semplice civile, che evidentemente Dio aveva un altro piano per lui e di cambiare agenzia telefonica.
Naturalmente, il processo decisionale non è stato semplice: non so con precisione cosa possa aver pensato in quei giorni complicati. Posso però immaginare che abbia comparato, soppesato vari aspetti della sua vita presente e futura ed abbia deciso in favore di quelli che riteneva più importanti. Qui finiscono le mie conoscenze da amico ed iniziano le mie fantasie di scrittore. Circola infatti una voce su questo mio amico la quale, benché io ritenga essere frutto di pura invenzione, ho deciso di considerare reale, per continuare più agevolmente la narrazione del mio articolo: si vuole infatti che proprio nel giorno in cui doveva partire per il seminario, questo mio amico avesse dato il suo primo bacio.
Amore di Dio, o amore terreno? Questo, secondo me, è un ottimo esempio di capacità di distinguere. Mentre spiegavo il concetto di discernimento ai miei ragazzi, infatti, ho deciso di puntare su esempi semplici, come il saper distinguere tra il bene ed il male.
La verità però è che nessuno che sappia fare questa distinzione sceglierà mai coscientemente il male e, se anche lo facesse, sarebbe perché è convinto che questo porterà ad un bene più grande in un secondo momento.
Imparare a distinguere, invece, tra due cose buone e che si amano, quale sia quella che fa per noi, è infinitamente più difficile.
E la cosa più interessante è che questo dilemma non è risolvibile. Discernimento infatti significa semplicemente questo: il saper distinguere e quindi, potenzialmente, anche il rendersi conto che entrambe le proposte che abbiamo davanti sono per noi perfette o, quantomeno, allettanti. In che modo, quindi, possiamo uscire da questa situazione?
La risposta, come in realtà immagino abbiate già intuito, è di scegliere una delle possibilità.
Il come operare questa scelta, è un viaggio che sia io che voi, cari lettori, dovremo intraprendere da soli.
Magari, se possibile, baciati da qualcuno ad inizio percorso.
Tricheco birbante