Telegrammi da Mafeking: il senso della rubrica

A causa di un fraintendimento (capita anche nelle migliori redazioni!) lo scorso numero è stato mandato in stampa senza l’introduzione alla nuova rubrica “Telegrammi da Mafeking”. Ci scusiamo e provvediamo qui di seguito.

Lo Scoutismo è sotto assedio sin da quando è nato. Questo non ci preoccupa. Dal 1907 affrontiamo gli assedi modello Mafeking: 1000 uomini contro 9000 e teniamo duro.
Quel che ci preoccupa sono i “cucù e i ciarlatani”. Quelli che “lo Scoutismo è democratico”, ma si fa come dico io. Quelli che “aspettate, dobbiamo fare un progetto”, così adesso non mi devo impegnare. Quelli che “non dobbiamo scordarci la nostra identità”, e non hanno mai letto Scautismo per ragazzi.
Tuttavia pre-occuparsi è inutile. Noi ci occupiamo di vivere lo Scoutismo semplice che entra dai piedi e proviamo a concentrarlo in poche parole, in una o due frasi: la tanto ricercata essenzialità! Chissà, forse potremo provocare qualche utile riflessione anche se, lo sappiamo, rischieremo di essere additati come quei pazzi che credono ancora che in route si cammina, che l’uscita di reparto è all’aria aperta e che i lupetti arrivano in cerchio correndo e cantando.

Insomma, lo scopo è ribadire tre cose:
1) “Lo Scoutismo è impegnativo, parecchio: serio, compromettente; chi non vuole dar tutto, il dilettante, gli artisti del” doppio gioco “non sono fatti per noi. Saremo sempre minoranza, è scontato in partenza: ma sono sempre state le minoranze a fare la storia” (Baden, Al ritmo dei passi, p. 133)
2) Lo Scoutismo è un gioco per i ragazzi, diretto dai ragazzi. E noi capi giochiamo con loro.
3) La seconda cosa non è in contrasto con la prima cosa.
Qui Forte Mafeking: ESTOTE PARATI!
Bad Boy