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BRANCO Albero del Dhak – Una scelta di campo

Quando ho chiesto a mia figlia, che non vedevo da una settimana, che voto desse da zero a dieci al Campo Scout appena trascorso in Valcinghiana, ho trattenuto il fiato per un momento. Poi lei mi ha risposto: undici! E allora io ho continuato a respirare.
Undici! Meno male! Non che avessi dubbi sull’ottima riuscita dell’esperienza, ma quest’estate la scelta di andare al Campo Scout giungeva da una valutazione un po’ lunga e sofferta dei mesi precedenti, vista l’alternativa allettante di un altro Campo Estivo proprio nella stessa settimana, in montagna, con gli amici di scuola e del paese. Due belle proposte, ugualmente divertenti e formative.
Da genitori, però, in fondo, consideravamo la peculiare importanza del Campo Scout come chiusura di un anno di percorso pensato, studiato, organizzato su misura per ciascun ragazzo del branco.
Quindi, non senza qualche silenzioso tormento mentale, dubbi e perplessità celate da ostentata sicurezza genitoriale, abbiamo aiutato nostra figlia a fare… una scelta di Campo… della quale, poi, ci siamo trovati contenti.
Sia dalle foto che ci arrivavano dalla chat di WhatsApp e che documentavano i quotidiani momenti di gioco e sano divertimento, sia dai racconti di nostra figlia, una volta tornata a casa, ci siamo resi conto di aver fatto la scelta giusta: sicuramente una settimana che rimarrà nei suoi ricordi per la bellezza dello stare insieme, della condivisione e della natura.
Ringrazio, quindi, i responsabili del Branco che ancora una volta ci fanno sentire dei genitori fortunati.
Buon inizio di anno scout!

Una mamma e un papà
di una Lupetta dell’Albero del Dhak

Abitazioni arboricole

Ciao, sono Giacomo lupetto del branco Tiko… per prendere la specialità di amico della natura il mio capo Chil mi ha chiesto di fare un articolo parlando degli alberi.
Col mio branco proprio questa domenica siamo andati in un bosco e ho visto un albero sradicato così ho potuto osservare le sue radici.
Era un albero molto molto grande ed io ho potuto salirci fino alla cima… in orizzontale è più facile!
Secondo me gli alberi sono come i condomini, perché possono ospitare molti animali: tra le loro radici molti piccoli animali scavano le loro tane, nei buchi dei tronchi trovano riparo scoiattoli e picchi, infine sui loro rami gli uccelli costruiscono i loro nidi.
Un giorno mi è capitato di vedere un nido molto particolare.
L’uccello che l’aveva costruito, oltre ai rami aveva utilizzato un sacchetto di plastica e ho pensato: “Che bravo, anche gli animali riciclano, ma in modo diverso da noi!”.
Gli alberi non sono utili solo per gli animali ma anche per gli uomini.
Ci danno ossigeno, i loro frutti e con le loro foglie ci fanno ombra d’estate.
Tutti noi dobbiamo averne cura e rispettarli perché sono molto preziosi.
-Prunesti Giacomo

 

L’impatto di una buona azione

Ciao, sono Pablo e sono un lupetto del branco Albero del Dhak.
Quest’anno è arrivata una nuova bambina al mio gruppo di catechismo.
Qualche giorno prima la catechista ci aveva detto che aveva dei problemi, perciò ci aveva chiesto di essere gentili con lei.
Nonostante questo il giorno del suo arrivo nessuno le si avvicinò.
A quel punto io pensai a come si sentiva lei, perciò mi alzai e andai a sedermi vicino a lei: subito vidi che diventò più sorridente!
-Pablo Santoruvo

Bello da morire!

È un modo di dire, certo. Eppure mi colpisce perché stabilisce una correlazione diretta tra la vita e la bellezza: è come dire che la vita è in cerca di una bellezza, e che quando la trova in qualche modo si compie, si completa. Al punto che uno è disposto a dare tutto per quella bellezza.
C’è da dire, però, che quando vediamo che qualcuno “spende” la sua vita per qualcosa, nella nostra testa risuona una vocina che ci dice: ma ne vale davvero la pena?
E come uscire da questo dubbio? Come essere certi che ne valga la pena?
Ci vorrebbe una correlazione, quasi una parità: io do la vita per qualcosa o per qualcuno a patto che anche lui la dia per me…
Non so se avete già capito dove voglio arrivare… penso di sì, per cui desidero soltanto augurarvi un buon Natale:
Che possiate vedere nel Dio-con-noi
la risposta alla grande domanda
che portiamo nel cuore!
Don Matteo

Reparto Phoenix: Bellezza interiore

Credo che sia la prima volta che decido di scrivere qualcosa per questo giornalino, quindi eccomi qui. Ai giorni nostri spesso identifichiamo la bellezza con l’apparenza, a come si presenta esteriormente un oggetto, un animale o persona. Esprimersi sul concetto di bellezza significa quindi esprimere una opinione su ciò che si vede dall’esterno. Questo modo di vedere la realtà  può andar bene quando si osserva un oggetto, si apprezza la linea di una bella macchina o si osserva un bel panorama. Tutto cambia quando ci si trova di fronte una persona, ovvero ci si trova davanti ad un essere con un’anima. L’attuale contesto sociale in cui ci muoviamo esalta la bellezza fisica delle persone, molto si basa sull’immagine, un aspetto “bello” è già  di per sè un aspetto vincente, che ti permette di fare, dal punto visivo, una scelta che però ha un impatto anche sulle capacità  di una determinata “bella” persona. Quante volte abbiamo visto film in cui una segretaria viene scelta solo per la sua bellezza fisica e magari non sa nemmeno come si accende un PC, oppure quante volte vediamo in TV la bella BELEN, la showgirl di origine argentina che guadagna moltissimo anche per un semplice servizio fotografico? La bellezza di una persona è insita nell’amore e bontà che riesce a trasmettere agli altri a prescindere dell’aspetto esteriore. Senza dubbio è comunque importante avere un’immagine pulita ed onesta, aver cura della propria persona, perchè al contrario l’essere in disordine, trasandati è un evidente esempio di un carattere incostante e poco maturo. Una volta si diceva che la forma è sostanza, forse è esagerato dirlo ai giorni nostri ma è un concetto che senza dubbio ai nostri tempi ha una grande importanza, soprattutto adesso che è difficile avere punti di riferimento, soprattutto per noi ragazzi adolescenti ancora in crescita. Per questo credo che appartenere agli scout sia una grande esperienza che ci aiuta a conoscerci bene e in profondità  d’animo ma anche ci aiuta a crescere con sani principi e nel rispetto delle regole. Questa è la nostra bellezza.

Francesco Cacciagrano

A Natale con stile e bellezza

diga di coloniaQuest’anno a Natale ci vogliamo arrivare con giusto stile, riscoprendo la bellezza dell’uniforme scout.
La semplicità di quella camicia azzurra come il cielo, di quei pantaloni sempre corti (anche d’inverno), del fazzolettone che ci siamo conquistati.
Ed anche per i  castorini l’uniforme conta, tanto che può trasformarsi pure in un gioco. Per conoscerla meglio!
Un gioco che ci unisce, fino a formare una grande famiglia.
Ed io mi sento così, in famiglia. La bellezza del natale si cela anche dietro questo.
Questo Natale voglio portare tale bellezza con me e mi auguro che durerà anche nel 2018.
La bellezza sana è i bambini che ci sono affidati, la bellezza è sapere che fanno parte della nostra famiglia.

Raganella frenetica

In vendita il libro sui 100 anni di scoutismo bustocco:

Libro Marco TorrettaDa novembre 2017 saranno in vendita, nelle segreterie dei gruppi scout di Busto Arsizio, e quindi incluso il nostro, il recentissimo libro sui nostri 100 anni di Storia!

“La schiera bella, vigorosa e promettente…”

Perché acquistarlo?

Perché è “il” libro che parla di noi!!!

Ma di quali gruppi scout?

Di tutti, e di tutto il secolo: CNGEI, ASCI, AGI, MASCI, AGESCI (Busto 1, 3 e 5) e FEDERSCOUT (compatibilmente con la loro storia più o meno lunga)

Ma ci interessa ciò che accaduto prima di noi?

Sì, perché già allora dei ragazzi, nostri predecessori, svolgevano del servizio a favore di qualcuno! Volete conoscerlo? Leggetelo!

Erano accadute cose banali in questo secolo?

Tutt’altro. I nostri fratelli scout hanno affrontato due guerre mondiali, la dittatura, la clandestinità e le difficoltà economiche della rinascita…

E’ adatto a tutti? Lupetti, cocci, guide, esploratori?

Non proprio, è da grandi; sicuramente per rover, scolte, novizi, capi, A.E., ma sicuramente anche per i genitori associativi. E un “domani” anche i piccoli di oggi lo capiranno.

100 anni fa nascevano i Giovani Esploratori Cattolici di Busto Arsizio, e noi “deriviamo” tutti quanti da quei ragazzi del 1917!!!

 ACQUISTATELO!

Conoscersi è importante

Tutti almeno una volta nella vita, abbiamo dovuto parlare di noi, delle nostre caratteristiche e del nostro comportamento; e quando lo abbiamo fatto, ci siamo in parte chiesti: “Ma io chi sono?”. Sì, insomma, non ci conosciamo a pieno perché non sempre si è chi si crede di essere.

Riguardo ciò, al campo estivo, durante la catechesi abbiamo parlato molto di noi con confronti tra i vangeli e la nostra vita o semplicemente esprimendosi in reparto.

In particolare, ricordo una sera nella quale, davanti al fuoco ed il suo intenso calore, i capi ci hanno fatto dire un nostro lato positivo ed uno negativo.

A turno ognuno ha parlato. Lì, ho conosciuto lati di persone che credevo di conoscere, che ho scoperto poi conoscevo solo la copertina del libro che noi siamo, solo l’esterno.

Poi, i capi ci hanno lasciato tutto il tempo che volevamo per parlare con qualcuno per ringraziarlo o scusarsi per qualche nostro errore, o semplicemente parlare di noi; oppure potevamo andare a dormire.

In effetti, se ci pensiamo bene tra una faccenda e l’altra non si ha mai il tempo per parlare di noi, e mai ci verrebbe in mente di farlo con chi magari non parliamo molto.

Ci siamo sparsi per il campo e si sentivano quelle sottili voci tremolante e pianti nella fredda notte di montagna.

Io ho parlato subito con la mia squadriglia, poi mano a mano ho parlato con tutto il reparto (escluse le persone che sono andate a dormire). Lì, ho scoperto DAVVERO chi sono le persone che credevo di conoscere, ed ho scoperto chi siamo: in fondo noi, siamo noi. Nessuna risposta più facile, nessuna risposta più difficile che dire “NOI”.

Ringrazio tutto il reparto per avermi in parte aiutata a conoscermi, e in particolare ringrazio i capi per organizzare sempre attività per aiutarci durante la nostra adolescenza, per parlare di noi nonostante la vergogna e la paura del giudizio altrui.

Grazie.

Giada Locarno – Reparto Orione