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Terza coniugazione Ire

Ripartenza, voce del verbo Ripartire (terza coniugazione Ire), che fa rima con scoprire, percepire, interagire.
Prima di addentrarci nel vivo dell’articolo, ripercorriamo l’origine di questa pagina di tutto scout, precisamente al momento in cui mi è stato chiesto di scrivere questo articolo.
Un mix di sorpresa e timore, anticipato solo da un breve pensiero: perché proprio io? Tranquillamente superato, da un secondo pensiero: perché non scriverlo?
Ai bambini e ai ragazzi che ci sono affidati, raccontiamo, insegniamo la bellezza del cambiamento, del provare a fare e a conoscere cose nuove, la curiosità e l’energia con cui perseguire sfide più o meno grandi, specialmente quando il nemico davanti a noi, è invisibile. “L’essenziale è invisibile agli occhi” si legge nel piccolo principe, perché in fondo, noi sappiamo riconoscere, anche ad occhi chiusi, quello che per noi è importante.
Siamo in grado di disegnare la nostra ripartenza, personale e comunitaria. E non dobbiamo avere paura, perché in quanto scout, sappiamo osservare le regole, così questo virus non si sentirà più un re (con tanto di corona in testa). La nostra consapevolezza e il nostro senso di responsabilità, ci vedono benissimo! Il buon senso e l’impegno che mettiamo nel fare le cose sono i nostri occhiali, lenti a contatto sul mondo. Un mondo che ci guarda e viceversa. Guardiamo si alle cose belle, come questa giornata, che di anno in anno, ci regala sorrisi e qualche lacrima. Il ponte rappresenta il passaggio; un passaggio dove ciascuno di noi è pienamente coinvolto, che si tratti di un educando o che si parli di un capo. Ognuno è chiamato ad affrontare quel ponte. Auguro al gruppo di affrontare questa ripartenza con vivo e vero entusiasmo coinvolgente e stravolgente, come solo gli Scout sanno fare. E ovviamente lo sanno fare. Bene!

Raganella Frenetica

Per aspera ad astra

Noviziato Astra

Caro reparto… ah no, scusate, quel momento è già passato, e ne sono successe di cose da allora! Sembra quasi ieri il giorno in cui ho attraversato quel ponte, in balia delle mille emozioni che provavo: gioia, tristezza, tranquillità, curiosità, un pizzico di paura, ma anche sicurezza. Durante i passaggi mi sono resa conto che stavo camminando, letteralmente, ma anche in modo figurato: stavo facendo dei passi in avanti verso il mio futuro. Ed eccomi qua, dopo circa due mesi, in noviziato, insieme a tante altre persone fantastiche, visi conosciuti e altri nuovi, amicizie vecchie e altre nascenti, insomma ho fatto dei bei progressi.
Ricordo come fosse ieri quando ho camminato sul quel ponte, il cuore mi batteva fortissimo, le lacrime mi rigavano il viso, ma camminavo senza timore. Ricordo la paura di lasciare il reparto, l’emozione di esser stata accolta dai miei maestri e dalla scolta e dal rover anziani, la scintilla vista negli occhi di chi mi ha messo e poi tolto peso dallo zaino, il lieve tocco e le parole rassicuranti di chi mi ha dipinto la faccia.
E poi le attività, la timidezza iniziale, specialmente verso i ragazzi e le ragazze a me sconosciuti, le nuove amicizie, i sorrisi, le risate, i momenti seri e quelli di riflessione. Insomma, in poco tempo ho vissuto momenti davvero intensi, bellissimi, unici. Così come unico è il mio noviziato.
A proposito di unicità, è finalmente giunta l’ora di scegliere un nome, esattamente oggi, 30 novembre 2019. Non so gli altri, ma io ho interpretato questo giorno come un “nuovo” inizio, ma anche una continuazione del nostro percorso, un passo in avanti: ultimo giorno senza nome, e primo con; una data da ricordare, me la sono segnata sul mio quaderno di traccia.
“Ma come si chiama, quindi, il noviziato?”
Il nome prescelto è “Astra”, ripreso dalla dicitura latina “per aspera, ad astra”.
“Perché proprio questo nome?”
Perché, come dice la frase stessa, attraverso le difficoltà che incontreremo e affronteremo insieme, e nonostante le nostre diversità che, in realtà, ci accomunano, arriveremo fino alle stelle.
Qualcosa mi dice che sarà un anno stellare!
Ho già parlato abbastanza del noviziato, ora voglio parlarvi di un’altra cosa. Il tema di questo tuttoscout è “la buona notizia”.
Natale si avvicina sempre di più e noi lo attendiamo, chi più e chi meno. Io personalmente non vedo l’ora di calare nella meravigliosa atmosfera che questa festa porta con sè: luci colorate, alberi addobbati, statue illuminate sulle strade, canzoni Natalizie, regali, piste di ghiaccio, neve, vacanze… che bello, vero?
Natale porta con sè un’aria amichevole, familiare, amorevole. Per questo dobbiamo imparare a essere gentili, a pensare anche agli altri, non solo a noi stessi, a condividere ciò che abbiamo, a non essere egoisti o cattivi. Ma questo non solo questo giorno su un anno intero; dovremmo sentirci così, agire in questo modo, essere tali, sempre. Perché Natale è una sola volta all’anno, ma non passa mai di moda; così deve succedere anche con la gentilezza, la carità, la gioia, la condivisione e con tutti i valori più belli e umani.
È mio solito citarvi qualcuno nei vari articoli che scrivo, e in questo caso rimango in tema con queste 2 canzoni, che mi hanno colpita.
“Il coraggio di un bell’ideale per non essere buoni solo a Natale.”,
“Porta in dono la serenità, cogli al volo l’opportunità di sentire qualcosa dentro te.”,
“Apri il cuore a chi non ce l’ha.” (Buon Natale, Iacchetti)
“Caro Gesù ti scrivo, per chi non ti scrive mai, per chi ha il cuore sordo, bruciato dalla vanità. Per chi non sa riempire questa vita con l’amore ed i fiori del perdono, per chi crede che sia finita, per chi ha paura del mondo che c’è e più non crede nell’uomo”,
“E che la pace, come il grano al sole, cresca e poi diventi il pane d’oro di tutta la gente.” (Caro Gesù ti scrivo, Zecchino d’oro)
Ho scelto le frasi più significative di queste canzoni, e sono sicura che saprete leggerle col cuore, farle diventare vostre e fare così un passo avanti nel capire la vita.
Con affetto, alla prossima!

 
Canarino Stravagante