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L’idea del dono

Buongiorno, come state?
Sono sempre io, qua a parlarvi di cose nuove ogni TuttoScout.
Oggi voglio parlarvi di una cosa molto importante, che secondo me dovrebbe esserci nella vita di ognuno: l’idea del dono. Se ci guardiamo intorno, tante persone vogliono il nostro bene e ad altrettante ne vogliamo noi. E spesso qualcuno ci rende felici anche con piccole cose quali un abbraccio, un regalo o, semplicemente, un messaggio. E l’idea del dono non è altro che il semplice istinto di ricambiare, di dimostrare affetto alle persone cui vogliamo bene e cercare di strappare loro un sorriso anche nei momenti più bui per un semplice motivo: i veri amici farebbero questo e molto altro per noi! Quindi voglio anche io mostrare il mio affetto alle persone a me care e per questo dico spesso loro frasi come “Ti voglio bene.” “Mi manchi.” Perché questi messaggi, per quanto possano sembrare ovvi e naturali, in realtà non lo sono sempre, e di sicuro sentirsele ripetere non fa male! Anzi, è un atto davvero benvoluto e ideale per ricordare ai propri amici che loro sono tali e che gli vogliamo bene!
Io questo anno ho fatto tante amicizie ed ho creato legami profondi anche con persone lontane e la distanza, spesso, mi sembra crudele perché separa le persone. Ma allo stesso tempo la vedo come una sfida, un incentivo per cercare di vincere e impegnarmi affinché un giorno io possa andare a vedere questi miei amici, tanto è vero che la distanza non significa nulla se una persona significa tutto. Questa è una delle cose che ho capito dalla vita e che tengo a condividere con voi.
Fatevi valere. Non abbiate paura di essere voi stessi, perché siete bellissimi esattamente come siete. Non permettete a nessuno di cambiare voi o le vostre idee. Perché ognuno è unico, speciale, meraviglioso. Sfidate voi stessi ed i vostri limiti, imparate ad avere determinazione, perché essa è il passaporto della vita. Non abbiate paura di errare perché sbagliando si impara e, a volte, le scelte sbagliate ci portano nei posti giusti.
Ma ora veniamo al dunque, al tema di questo articolo, vi voglio parlare di un viaggio, ma non uno qualsiasi, uno verso il Natale.
Il Natale è una festa bellissima, mi ha sempre affascinata insieme a tutte le sue tradizioni, che mi conducono tutte a un solo pensiero: l’amore. Perché in fondo è quella la magia del Natale, no? Saper donare agli altri la gioia ed i sentimenti che loro ci hanno donato, saper restituire un sorriso e saperlo far nascere anche sul volto di chi sta passando brutti momenti. Domenica 18 siamo entrati in avvento, quindi direi che ci avviciniamo sempre di più a questo periodo. Per avvicinarci ad esso io vi propongo un “viaggio” per scoprire e capire meglio voi stessi e gli altri. Quindi vi chiedo questo: mettetevi anche voi in viaggio per scoprire qualità che magari prima non conoscevate, o per migliorare certi aspetti che vorreste cambiare. E, specialmente se siete adolescenti come me, mettetevi in viaggio per conoscere voi stessi. Perché questa è un’età in cui il nostro carattere si sta ancora plasmando, quindi dobbiamo capire ancora come funziona la vita. E abbiamo ancora tempo per capire come siamo fatti davvero e come sono fatti gli altri. E dobbiamo usarlo, sfruttarlo al meglio. Dobbiamo essere noi stessi e capire il nostro rapporto con il mondo. Certo, non sarà semplice, d’altronde la vita è questa: niente è facile e nulla è impossibile.
Prima di concludere vorrei lasciarvi una citazione molto bella di George Bernard Shaw: “Certi uomini vedono le cose come sono e dicono: perché? Io sogno cose mai esistite e dico: perché no?”
Puntate sempre in alto, e ricordatevi che viviamo tutti sotto lo stesso cielo ma non tutti abbiamo il medesimo orizzonte.

-Canarino Stravagante
-(Carmela Scida)

REPARTO Phoenix – Un campo da Ghostbusters!

18Ciao a tutti, sono felice di riprendere a scrivere su questo meraviglioso giornalino.
Qua ci sono sempre un sacco di notizie interessanti e mi fa sempre piacere leggerle. Spero valga la stessa cosa per voi, visto che ora vi racconterò la storia di un reclutamento di ghostbusters.
Quell’afosa giornata estiva siamo partiti verso il luogo dove ci saremmo poi accampati, un isolato bosco con un prato che lasciava spazio alle nostre tende nella sperduta città di San Domenico di Varzo. Abbiamo dovuto trovare un posto adatto per montare la nostra futura dimora per quei giorni ed, essendo che il luogo era in pendenza, abbiamo deciso di sfruttare le nostre capacità costruttive per preparare una struttura di legno capace di sostenere il peso di quattro o più persone, una cosiddetta sopraelevata. Alla fine, tra alti e bassi, siamo riusciti nel nostro intento e la giornata è proseguita tranquillamente, fino a quando… UN FANTASMA?! ODDIO! E dietro di lui abbiamo visto un signore che lo inseguiva. Ma, non riuscendoci ha chiesto aiuto a noi. Se aveva fatto bene non lo abbiamo capito da subito, ma nel corso dei giorni ci siamo allenati, divertiti ed abbiamo imparato a conoscere i fantasmi per poi acchiapparli! E, ovviamente, dovevano essere reclutati nuovi ghostbusters quindi quale modo migliore del meraviglioso e talentuoso MISTER CAMPO? Perché, come si suol dire, una sfida al giorno toglie i fantasmi di torno. Quindi abbiamo passato oltre una settimana molto attiva perché, fra prove e giochi, ci siamo stancati abbastanza. Ma non sono mancate nemmeno le sieste, che ci sono state però date dai terribili temporali che spesso incombevano su di noi. Ma questi non erano affatto momenti morti, perché ci siamo rallegrati cantando, spesso a squarciagola, e mostrando al temporale che nulla può ostacolare il nostro sorriso. Tra canzoni e risate, alla fine la tempesta è quasi sempre passata via velocemente. In fin dei conti la gioia ha vinto sulla pioggia e dopo nove giorni di campo ci siamo ritrovati in sede per tornare a casa stanchi ma felici di aver vissuto una nuova avventura. Perché la vita, scout o meno, è così: cadere sette volte, e alzarsi otto. Non arrendetevi al primo errore, ma tentate mille volte di fare ciò che non riuscite per imparare da essi e migliorare. E ora, prima di andarmene, voglio parlarvi velocemente della nostra vita, per ricordarvi che non va sprecata nè rovinata perché, in fondo, è una cosa molto rara: la maggior parte della gente, infatti, esiste e basta, non dà importanza al mondo che c’è intorno e, purtroppo, ai giorni d’oggi questo succede a causa dei telefoni, dei tablet e dei vari aggeggi elettronici. Ammetto che anche a me piace giocare e navigare su internet ma spesso stando troppo davanti a uno schermo perdi la cognizione del tempo e questo ha le sue conseguenze. Quindi cercate di limitarvi, piuttosto prendete un pallone ed uscite fuori, andate al parco o comunque andate a giocare un po’ per davvero!
Un’ultima cosa prima di finire: vorrei dedicare due parole anche a Sonia e a Baraldi, un quarto anno ed una capa entrambi davvero speciali. Vorrei ringraziarvi di tutto, perché da quando sono entrata in reparto voi mi avete sempre ascoltata e aiutata nel bisogno. Mi avete sempre fatto sorridere e mi avete insegnato un miliardo di cose e, tra alti e bassi, abbiamo vissuto un miliardo di avventure che non dimenticherò mai. E voglio ricordarvi che non è la distanza a separare le persone, ma il silenzio, quindi spero che non perderemo mai il rapporto, ci tengo davvero a voi!
Adesso vi saluto, buona strada!
Canarino Stravagante
(Carmela Scida)

Reparto Phoenix – Vita di uno scout

15Ciao a tutti, come va?
Oggi abbiamo in serbo per voi un articolo speciale, diverso dal solito e molto molto bello.
Ci abbiamo pensato verso la fine dell’anno scorso e ci abbiamo lavorato questa estate, impegnandoci.
Esatto, ho parlato al plurale. Infatti questa volta leggerete…

UN’INTERVISTA SCOUT!

È stata scelta una persona per sq e, allo stesso tempo, una persona per anno in modo da sapere i pensieri che balenano nella testa dei vari repartisti Phoenix.
(Da ricordare che tutti i dati sono riferiti all’anno scorso, eccetto l’età; inoltre le risposte saranno in un esatto ordine, ossia quello in cui li presenteremo: -)
I privilegiati sono: Alessia Zanella primo anno della sq Volpi; Francesco Cacciagrano secondo anno della sq Giaguari; Carmela Scida terzo anno della sq Tigri e Alessandro Baraldi, quarto anno della sq Cavalli.
Ma ora bando alle ciance e iniziamo!

1) Come ti chiami? E quanti anni hai?

- Mi chiamo Alessia ed ho 13 anni.
- Mi chiamo Francesco ed ho 14 anni.
- Mi chiamo Carmela ed ho 15 anni.
- Mi chiamo Alessandro ed ho 16 anni.

2) Quali hobby e passioni hai? Pratichi qualche sport?

- Suono la chitarra, il basso ed il pianoforte e pratico motocross e box.
- Mi piace guardare film e serie tv, non pratico nessuno sport.
- Suono chitarra, sassofono e piano. Pratico tchoukball, una specie di pallamano e adoro leggere e scrivere.
- Suono la chitarra ed ho una forte passione aeronautica.

3) Che cosa ti ha spinto ad iniziare il tuo percorso scout?

- Ho iniziato questo percorso grazie ad una mia amica.
- Sono venuto perché mi ha convinto il mio vicino di casa.
- Sono venuta a provare grazie a una mia amica.
- Ho provato a venire in un giorno di prova e mi è piaciuto.

4) Qual è il tuo ruolo all’interno del reparto?

- Sono una squadrigliera.
- Sono vice.
- Sono diventata capo sq nel corso dell’anno.
- Sono capo sq.

5) Cosa ti piace e non del reparto?

- Mi piace il rapporto che ho instaurato con gli altri, mentre non mi piace quando, a volte, sembra che alcune persone guardino altre con una specie di superiorità.
- Mi piacciono le attività che facciamo e, sinceramente, non vedo nulla di negativo.
- Del mio reparto mi piace il fatto che siamo una grande e bellissima famiglia, che riusciamo sempre a superare le litigate ed i bisticci e che siamo uniti come fossimo veri fratelli. Di negativo invece non vedo tantissimo, solo a volte scarsa autostima di qualcuno.
- Di bello c’è lo spirito d’iniziativa ed il coinvolgimento. La parte un po’ più negativa è che a volte le persone non sono come vorrei.

6) Cosa ti rimarrà del reparto una volta passato?

- Di sicuro le amicizie.
- La positività.
- I sorrisi delle varie persone ed i ricordi delle innumerevoli avventure passate insieme.
- La preparazione a livello tecnico e molta molta felicità che mi è stata trasmessa.

7) C’è un consiglio che vuoi dare a ogni scout del Busto 3?

- Divertitevi sempre, siate bravi scout e sorridete!
- Godetevi anche le più piccole cose.
- Non sottovalutare mai nè te stesso, nè gli altri. Sii felice e segui sempre il tuo cuore!
- Trova sempre il lato positivo in ogni piccola cosa; e ricorda sempre:
ESTOTE PARATI!

E ora che l’intervista è finita vi auguriamo di continuare serenamente il vostro percorso.
Buona strada!

Alessia Zanella
Francesco Cacciagrano
- Geco Sorprendente
Carmela Scida
- Canarino Stravagante
Alessandro Baraldi – Turaco Tenace

“Insieme si fa…”

Buongiorno a tutti, da tempo non avevo il piacere di scrivere un articolo!
Mi è mancato stare davanti a una pagina Word che è in attesa di essere riempita di parole significanti che possano rimanervi nel cuore: oggi voglio, infatti, catturare la vostra attenzione attraverso poche parole, ma buone.
Inizio con il principio che secondo me il mondo non è completo. Cioè mancano molte cose per formare un “vera” umanità: un unico popolo formato da tantissime persone di colore, lingua, religione e cultura ognuna diversa dall’altra.
Ho anche io un sogno, come Martin Luther King, il principale simbolo di umanità, pace e libertà della storia.
Spero che un giorno tutte le persone, nonostante il loro colore, possano convivere tranquille e felici in un mondo migliore. “Questo è il momento di elevare la nostra Nazione dalle sabbie mobili dell’ingiustizia razziale alla solida roccia della fratellanza.”
Queste parole sono quelle che penso rendano meglio l’idea della sua speranza di vedere, un giorno, un mondo diverso, un mondo nuovo e più uguale; sono state pronunciate nel suo famosissimo discorso “I have a dream” il 28 agosto 1963, di cui questo anno si celebra il 55° anniversario.
Possiamo riuscire a trasformare le stridenti discordie della disuguaglianza in una bellissima sinfonia di fratellanza, impegnandoci e non arrendendoci mai.
E, come ha detto lui, “Io ho ancora dei sogni, perché so che nella vita non bisogna mai cedere. Se perdete la speranza, in un modo o nell’altro, perderete quella vitalità che rende degna la vita; perderete quel coraggio di essere voi stessi, quella qualità che vi fa continuare nonostante tutto. Ecco perché io ho ancora un sogno.
Voglio dedicare questo articolo a tutte le persone del mondo e a tutti noi scout che ogni giorno ci impegniamo, che insieme costruiamo un mondo migliore e liberiamo il futuro col coraggio nel cuore. Infatti sentiamo che l’amore non è mai abbastanza, a tutti vogliam gridare che c’è ancora speranza e a chiunque incontriamo vogliam far capire che il nostro stile è sempre “pronti a servire”!
Infine voglio ricordarvi che se guardo intorno a me c’è da fare e c’è chi tempo non ne ha più; che l’ha detto anche B.P., «Lascia il mondo un po’ migliore di così». Noi respiriamo verde avventura e insieme si fa… un arcobaleno di anime… e non dimenticate mai che c’è un’unica bandiera, in tutto il mondo c’è una sola umanità.
E, mi raccomando, cercate di lasciare questo mondo migliore di quanto non l’avete trovato!
Al prossimo TuttoScout.
Con affetto…

Canarino Stravagante
(Carmela Scida)

Il saper distinguere

Il saper distinguere è importante per conoscere e comprendere il mondo che ci circonda ed è un aspetto fondamentale per crescere e diventare grandi.
Infatti, ritengo molto importante questo concetto del saper distingure soprattutto quando parlo con le persone, riuscire a capirle e comprendere le loro intenzioni e atteggiamenti.
A volte una persona è burbera e scontrosa solo perché timida o timorosa di ciò che la circonda, come me, anche se spesso non lo faccio notare.
Saper distinguere significa non cedere alle facili promesse, una vita facile e di successo deve essere costruita da impegno e molta volontà per poi poterne raccogliere i frutti.
Alla base di tutto c’è sempre la conoscenza, un insegnante severo e che certamente non ci piace è un insegnante che non solo ci trasmette la sua conoscenza ma ci prepara ad affrontare le difficoltà della vita.
Saper distinguere non è mai facile e comporta spesso di commettere errori, l’esperienza ci aiuterà a semplificare questo “processo” con il tempo e l’età le persone si capiscono al volo, a volte basta un’occhiata o farci una chiacchierata per capire che tipo sono.
Per me saper distinguere è sempre stato un problema ma di recente ho fatto alcune scelte che si sono rivelate, stranamente, giuste.
Francesco Cacciagrano

Bene e male: una lotta di scelte

Buongiorno a tutti. Sono Carmela e, ormai, è una mia abitudine scrivere su questo bellissimo giornalino. Scrivo molto spesso e trovo sempre i temi molto interessanti e comuni, ma questa volta, inizialmente, non sapevo bene cosa dire… Ma eccomi qua, a scrivere sul Tuttoscout, nonostante questo tema dal nome sconosciuto, ma dall’uso molto frequente: il discernimento.
Discernimento… Non ci capita spesso di sentire questa parola… Eppure esprime un concetto così comune: significa, infatti, scegliere un determinato comportamento da assumere. È quindi la capacità di scegliere. Ed il dover scegliere ci capita spessissimo nella nostra vita, se non ogni giorno.
A partire dal scegliersi i vestiti, ad arrivare allo scegliere che attività fare quest’anno, facciamo ogni giorno delle scelte più o meno importanti.
Spesso si mettono a confronto le due forze più comuni: il bene ed il male, le forze che, come si suol dire, muovono l’umanità… Questo concetto è difficile da capire, perché, come si studia a scuola, il concetto assoluto non esiste, è tutto un concetto relativo. Infatti il bene ed il male sono concetti soggettivi: quello che per me è bene non è detto che sia bene anche per te. Faccio un esempio: per il ladro è bene rubare, ma per la vittima, è male essere stati privati di un proprio bene. Un altro esempio, ispirato a quello che è successo il 13 novembre 2015, è quello dei terroristi. In quella data, infatti, ci furono diversi attentati a Parigi, e la sparatoria più violenta fu quella presso il teatro Bataclan, causa di 90 vittime. Questo perché i terroristi hanno idee diverse dalle nostre. Secondo l’ISIS, infatti, è bene uccidere in nome di Allah, il loro Dio. Noi consideriamo, ovviamente, questa cosa come male verso delle persone.
Questi esempi ci fanno capire che il bene ed il male sono e saranno sempre in lotta fra loro, così come ogni persona ha le proprie idee.
In ogni caso voglio che voi sappiate che solo voi potete scegliere quale è il vostro bene e quale il vostro male, perché ognuno è padrone di se stesso e nel mondo non esistono e non devono esistere burattini.
Voglio ricordarvi, inoltre, che ciò che divide il bene dal male è un filo talmente sottile che risulta quasi invisibile. E, purtroppo, a volte quel filo si spezza tra le tue mani mischiando il bene e il male in un mistero che ti confonde. È proprio allora che devi cominciare a ragionare e a usare il tuo buon senso, per capire cosa è o no bene fare.
Spesso ci capita di trovarci di fronte a scelte difficili, che non riusciamo a fare istantaneamente. E non tutti siamo capaci di scegliere senza rammaricarci poi sulla scelta fatta. Proprio per questo vi ripeto una frase che mi è molto piaciuta: “Un uomo non va giudicato tanto dalle scelte giuste o sbagliate, ma dalla capacità di capire e rimediare ai suoi errori.” Questa frase è molto bella e ci deve insegnare a non giudicare una persona dalle scelte che fa, ma dal modo in cui vuole e si impegna a rimediare ai suoi errori.
Spero di non avervi annoiati, ma di avervi fatto capire che il saper scegliere è una capacità molto importante. Al prossimo tuttoscout!

Canarino Stravagante
-Carmela Scida

Lo scautismo e l’impatto sul contesto in cui agisce

Spesso si vedono gli scout girare per le città, prendere il treno, spostarsi a piedi e in bicicletta, al mare come in montagna, d’estate e d’inverno, ma non tutti sanno bene chi siamo e che facciamo. Possiamo intuire che a volte indossare una divisa non sia il massimo per un ragazzo, potrebbe apparire una barriera per cui vorrei cominciare da qui per descrivere l’impatto dello scautismo sul mondo che ci circonda.
Secondo me l’uniforme esprime delle personalià, indossandola e pronunciando la Promessa si entra a far parte della grande famiglia degli scout, impegnandosi di fronte a Dio ed al mondo nel rispetto della natura, nel piacere di aiutare il prossimo, essere sempre laboriosi senza arrendersi mai, felici anche nelle difficoltà. Sopratuttto noi scout siamo animati dall’amore per Dio, l’obbedienza della sua parola e la guida che la sua vita e le sue azioni imprime a tutte le nostre azioni. Non potrebbe essere altrimenti perché tutte le nostre azioni sono improntate alla bontà ed alla carità per i più bisognosi. L’altro aspetto importante è che essere scout significa soprattutto essere onesti con noi stessi e con gli altri scout.
I nostri principi e le nostre attività hanno lo scopo di avvicinarci agli altri, soprattutto i più deboli e bisognosi ma sono anche formative per il nostro carattere con livelli di impengo sempre crescenti in cui maturità ed esperienza sono le carte vincenti.
Francesco Cacciagrano

Io voto scout forever!

“Domenica ti va di uscire?” “No, scusa, sono agli scout…”
Capita a tutti, prima o poi. E spesso non sappiamo qual è la cosa più importante. Scout o amici? Uscita di squadriglia o festa di compleanno? Campo scout o vacanza? Mah… dipende: ognuno ha la sua. Io voto scout forever, però: il mio reparto sta diventando la mia famiglia. Ovvio, non parlo di legami di sangue, ma di legami d’amicizia. Litighiamo spesso fra di noi, a volte anche duramente, ma alla fine risolviamo tutto e torniamo a ridere insieme. Non dobbiamo vergognarci di essere noi stessi perché nessuno giudica nessuno. Troviamo sempre un motivo per ridere e sorridere, per divertirci e giocare, e stare seri quando serve. Anche se quest’ultima risulta particolarmente difficile a particolari persone, ma alla fine va tutto bene. Per questo adoro essere scout, perché adoro stare con i miei amici, non solo repartisti, ma anche lupi e castorini. Certo, adoro anche uscire con gli altri amici e andare alle feste e non dico che si deve rinunciare a questo per essere scout. Anzi, dico tutt’altro: per essere scout bisogna sapersi organizzare e dare a ogni cosa una priorità. E poi, in questo, ci aiutano anche i capi con le libere, un momento in più per uscire con gli amici, andare a una festa, andare al cinema o fare tutto ciò che volete. Per questo dico che essere scout non è solo un impegno che ci occupa ogni weekend, ma è, invece, uno stile di vita. Perché, a un certo punto, capisci che essere scout è diventato parte di te, del tuo modo di essere; perché hai imparato a conoscere e adorare i tuoi “fratelli” e le tue “sorelle” scout, qualunque sia la loro età. Che sia il tuo (o la tua) capo scout, il tuo rover o la tua scolta, il tuo (o la tua) capo sestiglia o squadriglia, un cucciolo (o una cucciola) appena entrato in branco, un primino o una primina, uno (o una) che non sopporti, capirai presto che non puoi farne a meno perché essere scout comprende tutto quello che esiste, che decidi di vedere, anzi, osservare, con occhi diversi, con occhi puri, limpidi, liberi e gioiosi, che ti aiutano a capire il senso di ogni cosa e a essere una persona migliore ogni giorno che passa. Questo è, per me, essere scout. È essere una persona migliore, che rispetta la natura e che è pronta ad aiutare il prossimo e a passare dei momenti della sua vita con i suoi compagni d’avventura.
Io scelgo di essere scout perché mi sento libera e felice, anche se a volte mi capita di rimpiangere i weekend liberi che avevo prima. Però è stata una mia scelta e allora devo accettare le sfide che mi vengono poste davanti e devo capire che gli amici esistono e, anzi, sono sempre con me. Quelli non scout li potete vedere dopo scuola e, se volete, li potete anche portare agli scout, anzi: in questo modo saremo tutti contenti, capi compresi!
Come però sento spesso dire, e succede anche a me, molte persone giudicano gli scout in modo negativo (o per il modo di vestirsi, o per il comportamento, o per altre ragioni che si discutono al momento). Ora, prima di finire l’articolo voglio dirvi una cosa: quel comportamento, che spesso non ci piace, quelle parole rivolte agli scout, ossia a noi, spesso ci fanno male. Caro lettore, probabilmente scout, non so se ti conosco ma so, invece, una cosa: anche se sei il mio peggior nemico, non ti auguro di essere triste o offeso. Questo perché nessuno se lo merita. E chi pregiudica gli altri sappia che non bisogna mai giudicare un libro dalla copertina quindi, prima di parlare, fateli venire agli scout per far capire loro l’immensa gioia che loro non conoscevano e l’immagine di un mondo visto con nuovi occhi, che prima erano chiusi.
Canarino stravagante

Carmela Scida

Telegrammi da Balmuccia

Come primo campo estivo credo sia andato piuttosto bene, secondo me -STOP-

Il campo si è svolto a Balmuccia in provincia di Vercelli, ovunque essa sia -STOP-

Il territorio era abbastanza simpatico, anche se ho perso una torcia, ma sono dettagli.

In genere io ero sempre addormentato, ma di buon umore -STOP-

Abbiamo fatto molte attività come gite, giochi e il fantastico rafting -STOP-

Ovviamente ci sono state anche alcune attività che non sono state il massimo, ma chi sono io per giudicare? -STOP-

Come ogni campo estivo si fa l’hike, quei due giorni massacranti dove devi solamente camminare per ore, noi durante il percorso abbiamo trovato delle difficoltà, ma siamo riusciti a superarle e ad andare avanti -STOP-

Dato che non so come andare avanti, credo che questa scarsa pagina possa andare bene quindi credo di poter chiudere qui -STOP-

Francesco Cacciagrano

Un campo all’Indiana Jones

E così è passato anche il mio secondo anno… il mio secondo campo… un campo pieno di sorprese, sfide… e camminate! Infatti siamo partiti dalla sede e abbiamo viaggiato in macchina fino a Balmuccia, la cittadina dove ci siamo fermati per poi continuare il nostro cammino a piedi lungo un sentiero di campagna “apparentemente” infinito, ma che, (fortunatamente!) terminò con la visuale di una carrucola, che abbiamo da subito usato per trasportare il materiale di reparto e di squadriglia. Poi abbiamo montato le tende e, FINALMENTE (!), ci siamo goduti un meritato e gustoso pranzo condiviso. Ma questo è stato solo il primo giorno, perché poi il campo ci ha riservato mille e mille sorprese spettacolari e uniche.

Ma ora non sto qui a scrivere per filo e per segno ogni singolo dettaglio, ma vi dirò velocemente che in tutto il campo abbiamo conosciuto Indiana Jones e lo abbiamo aiutato a recuperare il suo taccuino e la tavoletta che gli era stata rubata.

Nel frattempo i capi ci hanno introdotto “Mister Campo”, per farmi capire da eventuali lupetti che stanno leggendo questo articolo, una specie di San Scemo, solo che al posto dei balletti ci sono delle sfide, ma non voglio anticiparvi troppo, visto che lo saprete meglio quando sarete in reparto.

Quindi, come spero abbiate capito, è stato un campo fantastico, ma stancante; pieno di sfide, ma anche di sorprese; pieno di lavori, ma anche di giochi; pieno di silenzi, ma anche di MUSICA! Infatti il nostro carissimo Alessandro Baraldi, che ha sempre a portata di mano la sua chitarra ed i suoi canzonieri, ci ha rallegrato i bivacchi e le sieste.

Finisco con una dedica ai quarto anno, che mancherà moltissimo a tutti noi; anche a tutti i lupetti che fra poco passeranno, che dovranno cominciare un nuovo percorso anche loro; e anche a tutti coloro che stanno per cominciare un nuovo cammino, che sia un passaggio scout, l’inizio di una nuova scuola o un trasferimento…

“il sasso: la persona distratta vi è inciampata; quella violenta l’ha usato come proiettile; l’imprenditore l’ha usato per costruire; il contadino stanco invece come sedia; per i bambini è un giocattolo; Davide uccise Golia e Michelangelo ne fece la più bella scultura. In ogni caso, la differenza non la fa il sasso, ma l’uomo. Non esiste sasso sul tuo cammino che tu non possa sfruttare per la tua propria crescita.”

Spero che questa frase vi possa essere utile nel percorso che state per cominciare e che voi, miei carissimi quarto anno, non vi dimenticherete mai di noi, così come noi non ci scorderemo mai di voi!

Ecco che, come al mio solito, mi sono dilungata troppo! Spero di non avervi annoiato e vi rivolgo un sincero saluto scout:

Buona strada!

Canarino Stravagante

Carmela Scida