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La ricchezza nella diversità

ALBERO DEL DHAK

A volte la pace non esiste nel cuore degli uomini e se ci pensiamo questa cosa porta tanta tristezza nel cuore.

Succede che molte persone e tanti bambini escludono dagli amici gli altri perché sono nati a marzo e non a maggio… perché uno ha la pelle marrone e l’altro rosa…

Quindi noi dobbiamo giocare e parlare con le persone escluse e dobbiamo cercare di risolvere il loro problema!
E dobbiamo fare capire alle persone che escludono “che essere tutti diversi è una ricchezza!’’

Sonia

L’attività digitale

BRANCO ALBERO DEL DHAK

L’isolamento causato dal Covid e la soluzione trovata dai capi

All’inizio del 2020 l’emergenza da COVID-19 ci ha costretti ognuno nella propria casa.
Il virus ha portato morte e paura.
Io ero preoccupato che qualche persona a me cara si ammalasse e questo mi ha spinto a mantenere le norme di sicurezza per proteggerle.
È anche una parte della nostra Legge del Branco: “Il lupetto pensa agli altri come a sé stesso”.
Ho intervistato telefonicamente un lupetto per ogni anno per raccogliere informazioni su come è stato vissuto il periodo di isolamento.
Dei quattro lupetti intervistati la metà si sono sentiti sereni nonostante l’isolamento in casa, uno si è sentito annoiato per la mancanza di movimento ed un altro preoccupato. Tre su quattro hanno sofferto la solitudine perché non potevano più giocare con i propri amici. La solitudine vissuta ha permesso di conoscersi meglio alla metà dei lupetti. Anch’io ho sofferto la solitudine soprattutto per la mancanza di amici, poi per la mancanza di sport e movimento e di poter decidere a mio piacere quando uscire. La solitudine, però, mi ha permesso di passare più tempo con me stesso.
In questo tempo ho riflettuto e ho pregato.

Sono stato felice quando i Capi hanno annunciato che avremmo fatto attività a distanza tramite zoom.
L’attività digitale proposta dai Capi mi è piaciuta e sono riuscito a seguirla bene anche attraverso lo schermo. Dal vivo ci si diverte di più, ma dato che non era possibile, apprezzo molto l’impegno per non interrompere il nostro percorso e farci sentire così di poter andare avanti… nonostante tutto!
Concordano con me tre lupetti. Ad un lupetto, invece, non è piaciuta l’attività per il tempo passato davanti allo schermo. Lo stesso lupetto però, insieme ad altri due riconosce di aver imparato a divertirsi insieme anche a distanza.
Dall’attività ho imparato che anche se sei in una situazione difficile non devi arrenderti o disperarti ma trovare una soluzione. C’è sempre una soluzione ad un problema ma per trovarla bisogna sforzarsi e i Capi, come sempre, l’hanno trovata.
Cosa dovremmo fare, quindi, per uscire da questa difficile situazione?
Non dobbiamo aspettare che qualcuno risolva i nostri problemi, ma cominciare noi di nostra iniziativa a trovare soluzioni.
Secondo me dobbiamo imparare a non pensare solo a noi stessi ma anche a quello che noi possiamo fare per gli altri, per i fratellini e le sorelline, per i compagni di classe, per la nostra famiglia. Pensare di appartenere ad un unico gruppo, “pensare agli altri come a noi stessi” perché come dice il Papa “peggio di questa pandemia c’è solo il dramma di sprecarla” e noi non lo vogliamo.

Pietro Spoletini

Una gita memorabile

BRANCO ALBERO DEL DHAK – C.d.A.

Dopo molto tempo trascorso ad incontrarci virtualmente davanti a meet o zoom o… finalmente ci trovammo in presenza per una attività del C. d. A.: il 29 luglio, ritrovo alle ore 8:00 davanti alla sede ognuno con la propria bicicletta per una gita memorabile. C’erano pure 2 tandem! Dopo l’apertura in cui ci siamo assicurati di avere camere d’aria e catenacci a sufficienza per tutti, siamo partiti. I capi non ci avevano detto dove dovessimo andare e dopo un po’ passammo di fianco all’aeroporto di Malpensa dove vedemmo gli aerei che decollavano da vicino. Dopo quel pezzo di strada, entrammo nel bosco per un tratto e dopo ancora entrammo in un grande parco dove avevamo già fatto attività gli anni scorsi, passando da Tornavento.WhatsApp Image 2020-07-29 at 19.14.09

Attraversammo un ponte e continuammo a pedalare fino a quando non ci fermammo lungo una stradina di campagna, dove sulla sinistra c’era una piccola discesa ripida. I capi scesero e uno alla volta passammo a loro le nostre biciclette per proseguire a piedi per un tratto molto ripido. Legammo le bici a degli alberi e, dopo un piccolo tratto di bosco, arrivammo sulla sponda del Ticino dove i capi ci raccontarono una storia: le cronache di Narnia.

Dopo pranzo, durante la siesta, ci bagnammo i piedi nel fiume. In cerchio, ci riunimmo poi per parlare di quello che avremmo trovato nell’esperienza del Reparto.
Una volta ripartiti, ci attendeva un grande sforzo… la salita di Tornavento!
Sulla strada del ritorno, nei pressi del cavalcavia di Malpensa, Kaa si accorse che… i freni della sua bicicletta si erano guastati: fortunatamente nulla di grave per nessuno e, a quel punto, fu necessaria una lunga sosta dove Akela e Bagheera riuscirono ad aggiustare i freni.
Quindi, ripartimmo con un po’ di fretta per recuperare il tempo perso. Stanchi morti, ma felici, raggiungemmo la sede dopo circa 40 km di pedalata sotto il sole: dopo i grigi e solitari mesi di lockdown, anche una fatica come questa la vediamo ormai in modo diverso e tutto è… più piacevole!

Vera Quintana

Ricominciare a pedalare

BRANCO ALBERO DEL DHAK

Per me la ripartenza è come quando, per esempio, fai una pausa in bici perché sei stanco e dopo riparti: in quel momento ti senti come se stai per ricominciare a vivere, a conoscere cose nuove che scoprirai solo ripartendo.
Ricominciare a pedalare, a sudare, per arrivare alla tappa… tutto ciò accade solo se riparti!IMG_20201001_175550
Quest’estate, quando siamo ripartiti con le attività scout in presenza ero molto felice di rivedere i miei amici e i miei capi. L’attività che mi è piaciuta di più è stata quando dovevamo camminare fino al punto di riferimento dove potevamo incontrare Robin Hood, da lì sono partite delle sfide… la mia preferita è stata il tiro con l’arco!

Clara Quintana

La notte che mi ha accolto

Una notte di gennaio, di qualche settimana fa, verso le 23:30 si è aperta la “rupe del consiglio” per far fare la promessa ai cuccioli. I cuccioli sono i nuovi arrivati ed io ero uno di loro. Come un cucciolo che per crescere ha bisogno di essere voluto, accettato e “accudito” nel branco così io lo avrei desiderato per me. Il mio branco è l’Albero del Dhak. E il giorno della promessa, tanto atteso, mi avrebbe fatto diventare parte del branco a tutti gli effetti.
Continuavo a ripetere nella mia mente, per paura di dimenticarle, le parole che avrei dovuto pronunciare davanti ad un capo. Chissà quale capo mi sarebbe capitato, pensavo.
A concentrarmi, però, mi ha aiutato il mio capo sistiglia che mi ha sostenuto (oltre che interrogato!), incoraggiato e accompagnato davanti ai vecchi lupi.
Avevo il cuore in gola, eccitato ad ogni passo, felice e fiero allo stesso tempo mentre pronunciavo la promessa. Poi mi hanno annodato il fazzolettone al collo e mi sono sentito finalmente dentro il branco!
In un’unica notte ho sperimentato uguaglianza e inclusione: la promessa ci rende tutti uguali all’interno del branco e allo stesso tempo consente di farne parte.
L’uguaglianza non appartiene solo agli scout, è di tutti perché tutte le persone vorrebbero avere una vita felice, proprio come ha detto Don Bosco: “Vi voglio felici adesso e per tutta l’eternità”.
Questo desiderio che è di tutti, ci rende tutti uguali.
Come essere felici?
La mia risposta è di avere una famiglia, di essere amato e di aprirsi agli altri.
Aprirsi agli altri non è sempre facile. Con gli scout sono aiutato a farmi conoscere e a conoscere gli altri perché condividiamo il tempo insieme e le stesse cose che si fanno se le facessi da solo non sarebbero così belle e divertenti.
Ognuno di noi colora con la propria tonalità il gruppo ma quando riusciamo ad essere vicini gli uni agli altri si forma un arcobaleno… siamo tutti fatti di-versi perché siamo poesia.

Pietro Spoletini,
Nicolina De Minico

Orzowei

Branco Albero del Dhak

Vorrei parlarvi di inclusione raccontandovi di un libro che ho letto poche settimane fa.
Il libro si intitola Orzowei e parla di un ragazzo bianco che venne abbandonato da piccolo in una foresta abitata da popolazioni africane.
Una di queste popolazioni (gli Swazi) trovò il bambino e lo chiamo Orzowei che significa “il trovato”.
Orzowei crebbe tra gli Swazi venendo maltrattato e insultato per via del colore della sua pelle, troppo chiara. Fortunatamente un giorno, mentre era nel bosco, incontrò un guerriero di una popolazione nemica che non volle ucciderlo e lo portò nel suo villaggio e lo crebbe come un figlio. Orzowei in questo villaggio venne incluso dalla popolazione che non fece differenze e venne accettato pur avendo la pelle più chiara.
«Forse è uno Swazi, o un bianco, o uno del piccolo popolo. È tutti e tre, o forse nessuno dei tre. Eppure io ho visto: boscimani, negri, bianchi sono stati capaci di amarlo e di sacrificarsi per lui quando lo hanno conosciuto. Ed egli ha amato tutti. Ecco: quando ci conosciamo, anche se la nostra pelle è di un altro colore, ci amiamo.»

 
Vera Quintana

Branco Albero del Dhak – Lupetti per una sera

04-1   Sabato 10 marzo noi genitori del branco Albero del Dhak ci siamo trasformati in lupetti per una sera, infatti siamo stati accolti in branco, abbiamo imparato alcune regole del branco, siamo stati divisi in sestiglie (ci hanno colorato in faccia con la tempera e abbiamo creato il nostro poster di sestiglia!) e abbiamo giocato, mentre i nostri figli sono diventati adulti, hanno fatto la spesa e hanno apparecchiato e cucinato per noi.
Ci siamo divertiti davvero tanto, e oggi mi chiedevo: perché quando si diventa adulti si smette di giocare? Perché diventare troppo seri, uccidendo il nostro bambino interiore?
Dai, sarebbe bello trovarci non solo per mangiare, bere e parlare, ma anche giocare insieme… ce li hai,
sparviero, palla infuocata… magari la ruggine sparisce!
Grazie a tutti i capi scout dell’Albero del Dhak!

 

Maricela

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Branco Albero del Dhak – La mia giornata scout

AdDDomenica 2 novembre 2018.
Io una lupetta del Branco Albero del Dack insieme ad Elena e Birtukan due mie amiche e con il nostro capo scout Akela ci siamo trovati in oratorio a Olgiate Olona la quale ci ha dato indicazioni su cosa avremmo fatto quella giornata.
Dopodiché siamo andati in chiesa ad ascoltare la messa e una volta usciti, Akela ci ha fatto una grande sorpresa portandoci a casa sua a mangiare e non facendo cosi il solito pranzo al sacco.
Insieme alla figlia di Akela Alessia ho aiutato ad apparecchiare e sparecchiare la tavola.
Io, Elena e Birtukan abbiamo poi aiutato Akela a fare il castagnaccio e le castagne da portare alla casa di riposo dove saremmo poi andate nel pomeriggio. Una volta arrivati lì abbiamo salutato gli anziani e insieme a loro abbiamo condiviso la merenda e per renderli più felici gli abbiamo cantato alcune canzoni del nostro branco.
Da questa giornata ho capito che bisogna sempre cercare di portare un sorriso a tutti con semplici gesti, soprattutto alle persone anziane che hanno tanta voglia di compagnia.
Giorgia

CDA – Gita a Milano

11Il giorno 04/03/2018 siamo andati a Milano con i cda del nostro branco (Albero del Dhak) e i cda degli altri due branchi (Tikonderoga e Brughiera) a visitare dei munumenti antichi.
Per primo siamo andati a visitare il DUOMO DI MILANO, il secondo luogo è stata la Piazza vicino al Duomo, il terzo è stato il palazzo costruito da
un architetto che ha impiegato anni a
realizzarlo perche è fatto quasi tutto di piante.
Successivamente siamo andati alla GALLERIA VITTORIO EMANUELE e abbiamo schiacciato le pallle del TORO.
Poi siamo andati in una chiesa dove le
suore di clausura un tempo stavano dietro un cancelletto per ascoltare la messa senza stare a contatto con la gente comune.
E l’ultimo posto in cui siamo stati è stato il castello SFORZESCO. una volta visitato abbiamo fatto un gioco.
Questo consisteva nel dividerci in due squadre e fare delle armi per difenderci dai nemici che erano le persone dell’altra squadra.
È stata una giornata che non dimenticheremo mai per tutto quello che abbiamo vissuto. (anche il viaggio).

Silvia e Angelica

CDA – Un’uscita monumentale

10Ciao mi chiamo Layla e sono uno dei cda del branco Albero del Dhak.
Nel weekend del 4/5 di marzo abbiamo fatto un’uscita CDA.
Sabato siamo andati all’ospedale di Busto Arsizio in pediatria per giocare con 3 bambine: Giulia, Beatrice, Denise.
È stato bello… abbiamo giocato con loro e abbiamo disegnato. Verso le 17:00 siamo andati a messa.
Il giorno dopo cioè domenica ci siamo ritrovati alla stazione nord di Busto Arsizio con altri due branchi.
Il branco dei tikonderoga e i lupi della brughiera e siamo andati a Milano… a vedere il DUOMO.
Poi abbiamo preso la metropolitana… dopo aver camminato un po’ siamo arrivati in un oratorio dove abbiamo mangiato, poi abbiamo giocato a calcetto e alcune femmine giocavano a calcio coi maschi. Dopo la siesta abbiamo camminato un pochino ancora e abbiamo visitato il CASTELLO SFORZESCO. Poi abbiamo parlato dei sogni nel senso che avere un sogno significa avere coraggio e che prima o poi quei sogni si realizzano. Dopo di che abbiamo giocato a battaglia, costruendo con giornali e scotch delle armi e dei cappelli di carta, poi siamo tornati in treno a Busto Arsizio dove c’erano i nostri genitori. Abbiamo fatto chiusura e siamo andati a casa.
Due giornate emozionanti che ci hanno lasciato dei magnifici ricordi.
Mi piacerebbe rivivere un’altra volta queste emozioni.

Layla Toso